Le priorità dell’America di Donald Trump e i cambiamenti negli equilibri strategici globali rendono sempre meno improbabile un ridimensionamento della presenza statunitense in Europa. Le capitali europee, però, sembrano impreparate a questa eventualità, nonostante il momento attuale sia forse il più favorevole per rilanciare le ambizioni del continente e ribilanciare i rapporti interni alla Nato
Riccardo Leoni
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Ritorno alla Luna, così la corsa allo spazio si fa palcoscenico per le potenze del futuro
Lo Spazio torna a essere un terreno di competizione strategica ed economica, dove l’Italia si muove per consolidare il proprio ruolo con strumenti normativi moderni, un’industria diffusa e alleanze bilaterali. Dalla dimensione militare alle prospettive economiche, la nuova corsa allo Spazio (e alla Luna) coinvolge sicurezza, innovazione e visione geopolitica. L’evento organizzato da Formiche e Airpress è stata così l’occasione per un confronto aperto tra istituzioni, Forze armate e sistema industriale ha delineato le sfide e le opportunità per il Paese
Vi spiego le Guerre Stellari di oggi e di domani. Parla il capo della Space Force Usa Saltzman
La militarizzazione dello Spazio è una realtà concreta, che continuerà a evolversi nel prossimo futuro. Intervistato in esclusiva da Airpress, il generale B. Chance Saltzman, capo delle operazioni spaziali della US Space Force, ha spiegato perché le orbite stanno diventando sempre più un vero e proprio warfighting domain
Difesa, così Trump sta mobilitando l’industria pesante americana
Dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, l’industria della difesa americana sta vivendo un’accelerazione senza precedenti. Attraverso una serie di ordini esecutivi, un uso estensivo del Defense Production Act e l’impiego senza precedenti di tecnologie disruptive, Washington sta rimodellando il proprio tessuto industriale, non solo per ridurre i ritardi e rilanciare la produzione, ma anche per renderlo in grado di sostenere un impegno ad alta intensità e di lungo termine
Difesa europea, cosa significa il nuovo patto di Difesa tra Londra e Berlino
Il nuovo trattato firmato da Regno Unito e Germania introduce una clausola di mutua assistenza militare fuori dal perimetro Nato e punta sulla cooperazione industriale e tecnologica. L’intesa si affianca a quella recente tra Londra e Parigi, delineando un asse strategico informale tra i principali attori europei. Sullo sfondo prende corpo un approccio pragmatico alla difesa comune, fuori dai vincoli istituzionali dell’Ue
Dal Baltico al Mar Nero, così la Nato rinforza il fianco orientale contro la Russia
La Nato aggiorna la propria postura difensiva sul Fianco orientale con un nuovo piano operativo che punta su prontezza, coordinamento e interoperabilità. Dal dominio terrestre al controllo dello spazio aereo e di quello marittimo, l’Alleanza punta a creare una linea di deterrenza che renda impossibile a Mosca valutare la possibilità di un futuro attacco in Europa
Ecco Divergent, l’emerging tech Usa che punta a rilanciare l’industria della Difesa
Divergent Technologies è un’azienda che si sta rapidamente affermando nell’ecosistema della defense-tech americana. Partita dal settore automotive, la società ha riconvertito la propria piattaforma di produzione digitale al comparto militare, attirando l’interesse di Pentagono, Congresso e Casa Bianca. La sua proposta si basa sull’impiego di design generativi e stampa 3D per ridurre drasticamente tempi e costi nella fabbricazione di sistemi d’arma. Dopo l’intesa con l’italiana Roboze, la Difesa Usa conferma l’interesse crescente verso le tecnologie di additive manufacturing, che potrebbero rappresentare l’asso nella manica di Washington per bilanciare la produzione di Pechino
Bruxelles si mette l'elmetto. Nel budget Ue 131 miliardi per la difesa
La Commissione europea mette sul tavolo un bilancio pluriennale da 2 trilioni di euro per il 2028-2034, con 131 miliardi destinati a Difesa e spazio. Un investimento senza precedenti, che spicca per la rottura rispetto al passato. Il piano dovrà ora passare al vaglio di Parlamento e Consiglio, dove, almeno per i prossimi due anni, si confronteranno visioni diverse sul peso delle spese militari
Aiuti a Kyiv, ecco perché l’Italia non acquisterà le armi americane. Parla Nones (Iai)
Trump rilancia il sostegno all’Ucraina con nuove batterie Patriot, ma a finanziarle saranno gli Alleati europei. L’Italia, a oggi, ha scelto di non partecipare alla nuova iniziativa, frenata ancor prima dai vincoli normativi che dalle perplessità politiche e di bilancio. Sullo sfondo, il sospetto che questo sia solo il primo passo verso una riqualificazione complessiva del modello di supporto a Kyiv. Intervista a Michele Nones, vice presidente dell’Istituto affari internazionali (Iai)
Patriot all’Ucraina, come funzionerà la nuova fornitura (e perché l’Italia si sfila)
L’Ucraina riceverà nuove batterie di missili Patriot per rafforzare la difesa contro gli attacchi russi su città e infrastrutture. Saranno fornite e finanziate dai governi europei, con il via libera politico degli Stati Uniti. Berlino e Oslo i primi attori coinvolti, mentre Washington prepara il potenziamento della produzione per sostituire i sistemi ceduti. L’inizio di una nuova prassi nel sostegno all’Ucraina?