Con i risultati elettorali del 4 marzo fare un governo è oggettivamente difficile e nessuno dei tanti soloni che si stanno esercitando in commenti velenosi saprebbe fare meglio, però non c’è dubbio sul fatto che Salvini e Di Maio stanno commettendo tre errori abbastanza gravi: errori di tono, di tempi e di priorità. C’è un evidente inciampo sul tono, perché…
Roberto Arditti
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Ecco cosa fanno (e bene) i nostri militari in Libano. Parla il generale Sganga
Rodolfo Sganga, generale di Brigata e comandante della Folgore, ha lasciato poche settimane fa il comando del settore Ovest della missione Unifil nel sud del Libano. Al suo posto c’è ora la Brigata Alpina Julia, con il suo comandante Paolo Fabbri. Con il generale Sganga ripercorriamo i sei mesi di intensa e fruttuosa attività in quel difficile teatro. Signor Generale,…
Riecco Silvio Berlusconi, l’Arci italiano per eccellenza
Venerdì 10 maggio 2018, una data di ricordare nella storia politica d’Italia. È il giorno in cui va nelle sale “Loro 2”, seconda parte del film di Paolo Sorrentino su Silvio Berlusconi, da molti considerato, del tutto erroneamente, l’epitaffio alla carriera del Cavaliere. Ma è anche il giorno della decisione del Tribunale di Milano che cancella gli effetti della legge…
Il governo Di Maio-Salvini? Nessuno sconto ma no a pregiudizi (anche esteri)
Mentre Salvini e Di Maio si apprestano ad affrontare il fine settimana decisivo piovono critiche a mezzo stampa, (in particolare dall’estero, Washington Post e Financial Times in testa) sul possibile governo giallo-verde. Non è una novità, di cui in Italia solo gli esecutivi a base Ulivo-DS-Pd sono stati esenti. Però è significativo, perché mostra una sorta di riflesso condizionato di…
Salvini e Di Maio scelgano un premier “politico” ma credibile (anche all’estero)
Il governo giallo-verde sembra ormai prendere forma, smentendo pronostici di elezioni ravvicinate che solo lunedì scorso apparivano assai realistici, a riprova del fatto che in politica tutto può cambiare in un minuto. Ad ogni modo va subito detto che questa soluzione ha senso ed è quanto di meglio possa esprimere questo Parlamento (con buona pace di Marco Travaglio, che oggi…
Mattarella sfida i partiti, ma Salvini e Di Maio sbattono la porta
Il Capo dello Stato non ha usato il fioretto nel suo discorso di stasera bensì la spada, scegliendo cioè di sfidare apertamente il sistema dei partiti, incapace in oltre due mesi di trattative di formare una maggioranza di governo. Lo ha fatto in piena consapevolezza, non trascurando nessuno dei più rilevanti elementi di criticità e sottolineando uno ad uno i…
La legislatura è moribonda e non serve accanimento terapeutico: Gentiloni a Palazzo Chigi fino al voto
Tra qualche ora conosceremo le valutazioni del Capo dello Stato, ma la mattina di oggi dice cose abbastanza esplicite sullo stato reale delle trattative per formare un governo a oltre due mesi dalle elezioni del 4 marzo. I colloqui al Quirinale infatti presentano una caratteristica direi decisiva: i protagonisti (due in particolare, Salvini e Di Maio) parlano lingue diverse, incompatibili…
Di Maio, goal in zona Cesarini. La palla ora è a Salvini (e al Cavaliere)
Incrociamo le dita, potrebbe essere la volta buona. L’offerta di Luigi Di Maio consegnata oggi a Lucia Annunziata è politicamente sensata, coerente con lo spirito necessario ad interpretare in modo saggio gli equilibri parlamentari nati da un voto proporzionale e anche piuttosto coraggiosa. Certo, arriva dopo due mesi di tira e molla clamorosamente inconcludente e qualche giravolta di troppo dello…
Noi, io: i due Pd di Martina e Renzi
Il pomeriggio un po’ surreale vissuto dal Partito democratico finisce per essere decisamente utile per capire come stanno le cose a sinistra e per iniziare a guardare oltre la dura sconfitta del 4 marzo (preceduta e seguita da analoghi disastrosi risultati a livello locale, come le quattro batoste su quattro nelle regioni in cui si è votato recentemente, cioè Sicilia,…
Sì all’intesa sul doppio turno e subito al voto (il 7 ottobre). Parla Roberto Maroni
Roberto Maroni è l’esponente delle Lega con il “palmares” istituzionale più ricco dell’intera storia del movimento fondato da Umberto Bossi. Più volte ministro, capogruppo alla Camera e negli ultimi cinque anni presidente della Regione Lombardia, ha rinunciato a candidarsi pur se certo della rielezione pochi mesi fa. Dopo il voto del Friuli e il naufragio della trattativa tra M5S e…
















