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Meloni sbaglia su Schengen ma ha ragione su Ceuta. La lezione alla sinistra italiana

La crisi di Ceuta mostra il limite della chiusura delle frontiere interne, ma anche la necessità di una strategia europea sui confini. Una linea che i socialisti nordici hanno già fatto propria. Il commento di Salvatore Di Bartolo

È l’ora del Centro. Oltre la polarizzazione, la sfida di una nuova proposta riformista

Personalità e movimenti come quelli di Carlo Calenda, Pina Picierno e Luigi Marattin, insieme alle diverse culture socialiste, liberali, riformiste e laiche presenti nel panorama politico italiano, possono concorrere alla costruzione di un progetto comune più ampio, riconoscibile e capace di incidere nelle dinamiche politiche nostrane. Il commento di Salvatore Di Bartolo

Il piano di Renzi per il campo largo. Sfidare Conte e riconquistare i riformisti

La proposta di Silvia Salis alle primarie è la contromossa con cui Matteo Renzi tenta di arginare l’ascesa di Giuseppe Conte nel campo largo. Sullo sfondo, il malessere dell’area riformista del Pd e la battaglia per l’identità europeista e atlantista del centrosinistra. L’analisi di Salvatore Di Bartolo

Così il dossier Ucraina schiaccia Schlein tra Conte e i riformisti

L’Ucraina non è più soltanto un dossier di politica estera. È il terreno sul quale si decideranno gli equilibri futuri del centrosinistra italiano. E, forse, prima ancora quelli del Partito democratico. Il commento di Salvatore Di Bartolo

Schengen non si difende sospendendolo. La lezione di Ceuta per l'Europa

Di fronte a un’emergenza, sospendere Schengen appare una risposta intuitiva. In realtà, rischia di produrre effetti opposti rispetto agli obiettivi dichiarati. L’esperienza dell’Unione europea dimostra che la frammentazione della libera circolazione finisce per penalizzare soprattutto i Paesi di primo approdo, a partire dall’Italia. L’analisi di Salvatore Di Bartolo

La scommessa moderata di Meloni per sfidare il Pd nelle grandi città (con vista sulle politiche 2027)

Per conquistare Milano, Bologna e le grandi città, Meloni punta su candidature moderate e riformiste, capaci di contendere al Pd l’elettorato centrista. Una strategia che guarda alle amministrative ma anche alle politiche 2027, con l’obiettivo di allargare il centrodestra. L’analisi di Salvatore Di Bartolo

Il centrodestra si rafforza se sa parlare anche ai moderati. Parla Chiarelli (Udc)

Dopo il Consiglio nazionale dell’Udc a Roma, il vicesegretario nazionale Gianfranco Chiarelli traccia la rotta del partito: legge elettorale, radicamento territoriale, sanità, longevità e rilancio dell’area popolare nel centrodestra. “Il Centro non è una nostalgia del passato, ma una cultura politica necessaria per affrontare le trasformazioni del Paese”

Tra Arcore e Palazzo Chigi. Tajani e la sfida per il nuovo baricentro azzurro

La partita sulla riforma elettorale diventa il terreno su cui si misura il futuro equilibrio di Forza Italia. Tra il ruolo di Tajani, il peso di Marina Berlusconi e l’ascesa di Stefania Craxi, nel partito si apre il confronto sul nuovo baricentro politico del dopo Berlusconi. L’opinione di Salvatore Di Bartolo

Dietro il dossier elettorale si gioca il rapporto di forza tra Palazzo Chigi e gli alleati

La partita delle preferenze vale molto più del suo contenuto tecnico. Misura la distribuzione del potere all’interno del centrodestra. Se Meloni riuscirà a imporre la propria linea, avrà dimostrato che il baricentro della coalizione si è ulteriormente spostato verso Fratelli d’Italia. Se invece sarà costretta a un compromesso, emergerà un dato politico altrettanto significativo: anche una leader forte, con un consenso elettorale nettamente superiore a quello degli alleati, deve fare i conti con la natura plurale della maggioranza. L’analisi di Salvatore Di Bartolo

Il caso Roggero tra consenso, vincoli giuridici e politicizzazione. La lettura di Di Bartolo

La vicenda mette in luce una tensione che riguarda la politica contemporanea: la tentazione di trasformare ogni conflitto sociale in un simbolo immediatamente spendibile sul piano elettorale. Ma la politica non può limitarsi a intercettare il malcontento: la provocazione, pur rappresentando uno strumento legittimo del confronto democratico, non può sostituire il principio di realtà né cancellare la complessità delle vicende umane. L’analisi di Salvatore Di Bartolo

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