Pd, FI, Lega e M5S nel ring d’agosto al Senato (arbitra Casellati). Foto di Pizzi

Metti un pomeriggio di agosto al Senato.  In una giornata convulsa, con riunioni di tutti i gruppi parlamentari e voci che si rincorrevano su un possibile ritiro dei ministri del Carroccio, la novità è stato l’intervento del Ministro dell’Interno, Matteo Salvini in Aula, seguito da quelli dei capigruppo di Forza Italia e Pd, ovvero Anna Maria Bernini e Andrea Marcucci. Salvini ha detto di accettare la sfida del M5S di procedere subito al voto finale sul taglio del numero dei parlamentari e poi “si vada subito al voto”. Secondo il leader della lega, votando ad ottobre ci sono i tempi per costitire immediatamente un nuovo governo e varare a manovra evitando l’aumento dell’Iva.

A rilanciare con forza il taglio del numero dei parlamentari era stato poco prima dell’inizio della seduta l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi che in una conferenza stampa ha accusato la Lega di voler anticioare i tempi delle elezioni per evitare votare definitivamente la legge costituzionale che riduce il numero dei parlamentari.

Il dibattito in Aula al Senato sul calendario è stato considerato da molti un voto politico, che prefigurerebbe una nuova maggioranza per un eventuale esecutivo istituzionale. Si è svolto con momenti di tensione e proteste che il Pd ha rivolto anche alla presidente del Senato, Elisabetta Casellati, accusata dal capogruppo dem, Marcucci, di aver concesso a Salvini troppo tempo per il suo intervento. Casellati, alquanto risentita, ha replicato: “Lei, senatore Marcucci, sfora sempre e con lei il tempo non l’ho mai considerato. L’intervento di salvini è rimasto nei tempi. Non mi piace questa polemica pretestuosa”.

(Testo Askanews)

(Foto di Umberto Pizzi – riproduzione riservata)

ultima modifica: 2019-08-14T16:49:38+00:00 da Gianluca Zapponini