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Eni e Fabbrica di San Pietro realizzano un “gemello digitale” della Basilica. Le foto

L’area della Basilica di San Pietro prende la forma di un sistema digitale: un modello integrato e dinamico che unisce la rappresentazione architettonica 3D dell’intero complesso monumentale con il modello tridimensionale del sottosuolo, mostrando come le sue fondazioni si immergano nei diversi corpi geologici che lo sorreggono. A questi strati di conoscenza si uniscono i dati provenienti da un nuovo e sofisticato sistema di monitoraggio strutturale, dando forma a un lavoro tecnico profondo e rigoroso che va “oltre il visibile”, da cui il nome del progetto.

Eni e la Fabbrica di San Pietro hanno avviato un’iniziativa congiunta per approfondire la conoscenza delle fondazioni e dei terreni su cui poggia questo Patrimonio dell’Umanità e dotarlo di un sistema di monitoraggio strutturale integrato e permanente interattivo con il gemello digitale tridimensionale dell’intera Basilica. Tutto questo è stato realizzato attraverso le tecnologie, alle competenze di Eni e allo spirito di stretta collaborazione con gli esperti della Fabbrica, condividendo l’obiettivo di supportare la tutela e la conservazione nel tempo di questo monumento, a partire dalla sua iconica Cupola.

La collaborazione tra Eni, in qualità di sponsor tecnico, e la Fabbrica di San Pietro si fonda su un lavoro minuzioso, condotto con l’adozione di tecnologie avanzate di indagine geofisica e strutturale e sull’integrazione sistematica con la ricerca storico-scientifica, nel solco di una tradizione secolare di studio e cura del monumento. Una collaborazione che risale alla fine degli anni Novanta, quando Eni contribuì al restauro della facciata della Basilica, conclusosi nel 2000 in occasione del Grande Giubileo.

Il progetto “Oltre il visibile” rappresenta l’evoluzione naturale di questo percorso comune e si inserisce nel programma delle iniziative promosse in occasione del IV Centenario della Dedicazione della Basilica di San Pietro, che culmineranno il 18 novembre con la celebrazione eucaristica presieduta dal Santo Padre.

Il team, composto da geofisici, ingegneri, fisici e topografi di Eni e dagli esperti della Fabbrica di San Pietro, ha svolto le attività di rilievo e misurazione sul campo utilizzando tecniche di geofisica, topografia tridimensionale e fotogrammetria da drone. Tali metodologie hanno permesso di rendere osservabili e misurabili fenomeni strutturali normalmente non percepibili.

La campagna operativa ha richiesto circa 4.500 ore di lavoro, svolte giorno e notte in meno di due mesi, e ha interessato circa 80.000 m² di superficie, comprendendo sia parti visibili del complesso (facciata, colonnati, corpo basilicale, coperture e sagrato), sia aree non visibili a occhio nudo, come le fondazioni della Basilica e i terreni su cui essa è appoggiata da secoli.

 


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