Un omaggio al lavoro quotidiano dei poliziotti. È questo lo scopo del cortometraggio “La misura del tempo” del regista Stefano Ribaldi, presentato alla Casa del Cinema di Roma in occasione della Festa del Cinema. Numerose le storie raccontate, da Nicola Barbato in sedia a rotelle dopo un attentato e preoccupato per i baby camorristi, a Luca Iobbi in prima linea nel terremoto di Amatrice ai poliziotti della Questura di Bergamo impegnati nell’emergenza della pandemia. Introdotto da Laura Delli Colli, presidente della Fondazione Cinema per Roma, Ribaldi ha spiegato che l’idea gli venne sei anni fa quando nella Questura di Palermo stava aspettando uno degli uomini della Mobile di Ninni Cassarà (ucciso dalla mafia nel 1985) “e vidi un’umanità che non  sarebbe bastata tutta la ‘Montagna incantata’ di Thomas Mann per raccontarla”. Non solo fiction, dunque, perché “pensai che nostro compito doveva essere narrare quanto lavoro, quanta professionalità, quanta dedizione c’è nell’affrontare certe situazioni”.

Alla presentazione c’era anche la signora Teresa Turazza, madre di Davide e Massimiliano Turazza, poliziotti uccisi in due conflitti a fuoco a Verona rispettivamente nel 2005 e nel 1994. Al termine del cortometraggio Myrta Merlino ha moderato un dibattito con il capo della Polizia, Franco Gabrielli, e Walter Veltroni. Gabrielli si è detto preoccupato per le conseguenze che la pandemia potrebbe avere sul fronte dell’ordine pubblico ribadendo di chiedere “alle mie donne e ai miei uomini in questo momento di essere empatici, di intercettare le sofferenze di chi hanno davanti”.

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