Letta, Sebastiani, Finocchiaro e Biagiotti presentano “Caterina de’ Medici” di Alessandra Necci. Foto di Pizzi

Nella Sala Koch di Palazzo Madama, si è svolta la presentazione del libro “Caterina de’ Medici. Un’italiana alla conquista della Francia” firmato da Alessandra Necci per Marsilio.

Ad ascoltare la scrittrice molti i volti noti nel parterre tra cui Gianni Letta, Anna Finocchiaro, Giovambattista Caligiuri a Lella Bertinotti.

Tra i relatori, oltre all‘intervento del presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, il giornalista Stefano Folli, la stilista Lavinia Biagiotti e il critico d’arte Claudio Strinati.

La quarta di copertina del libro:

“Sovrana dotata di incomparabile ingegno, Caterina de’ Medici è una delle figure più straordinarie del Cinquecento. Mal compresa e avversata da contemporanei e posteri, la sua personalità complessa si presta a innumerevoli e controverse interpretazioni. Tra luci e ombre, Alessandra Necci restituisce un ritratto inedito di una geniale mente politica, che sembra incarnare il Principe al femminile, capace di trovare un equilibrio tra Fortuna e Virtù, maestra nel valorizzare le caratteristiche della patria d’origine, l’Italia rinascimentale, e le opportunità offerte dalla patria d’adozione, la Francia dei Valois. Nata a Firenze nel 1519, rimasta orfana, dopo un’infanzia di privilegi e sofferenze arriva a Marsiglia nel 1533 per sposare il secondogenito del re Francesco I, Enrico di Valois il quale, però, non ha occhi che per la sua amante Diane de Poitiers. La consapevolezza di dover contare solo sulle proprie forze la rende imperscrutabile e guardinga e ne esalta la capacità di autocontrollo, l’intelligenza politica, la tenacia; talenti compresi unicamente dal suocero. Dopo anni di subalternità, «la Fiorentina» si prende la sua rivincita quando, scomparso Enrico, governa in nome dei figli ancora piccoli. Il suo regno durerà circa trent’anni, insanguinati dalle guerre di religione fra cattolici e ugonotti: anni durante i quali, spinta dalla volontà di pacificare il paese e rafforzare il potere della Corona, viaggia, tesse rapporti e alleanze, mette in scena a corte «la rappresentazione della regalità», ponendo le basi per la nascita della Francia del Grand Siècle”.

Era presente per noi Umberto Pizzi

(Foto: Umberto Pizzi-riproduzione riservata)

 

ultima modifica: 2020-02-11T13:31:40+00:00 da Francesca Scaringella