Conte, De Micheli e Spitz azionano il Mose di Venezia. Le foto

Può essere considerata riuscita la prova generale di innalzamento delle paratoie del Mose. Per la prima volta tutto il sistema di 78 dighe mobili è entrato in funzione sollevandosi dall’acqua alle tre bocche di porto del lido di Venezia, separando la laguna dal mare. Presenti a Venezia il premier Giuseppe Conte, la ministra Paola De Micheli, la commissaria Elisabetta Spitz, il presidente del Veneto Luca Zaia, il ministro Federico D’Incà e il sindaco della città Luigi Brugnaro, accolti però da manifestanti ambientalisti e comitati contro le grandi navi.

Il Mose dovrebbe essere ultimato entro il 31 dicembre 2021, infatti Spitz, nel corso della cerimonia ha ribadito che “il Mose non è finito, ci sono 18 mesi di lavori e test. Bisognerà avviare il collaudo tecnico funzionale e poi alcuni anni di rodaggio per l’avviamento, per la progressiva ottimizzazione con procedure trasparenti e controllo rigoroso dei costi”.

Il Mose “ha una storia travagliata e controversa e a noi è stato affidato il compito di portarla a termine – ha sottolineato -. Una lunga pagina si chiude, ringraziamo i veneziani per la lunga pazienza. Con le prove dei prossimi mesi sarà già possibile dal prossimo autunno il sollevamento in caso di maree altissime e salvare dall’acqua alta la Laguna”, ha concluso.

La gestione del Mose farà capo “a una struttura cui tutte le autorità che hanno titolo per partecipare alle decisioni prenderanno parte. La norma è già predisposta, la stiamo affinando, vorremmo inserirla in sede di conversione del decreto semplificazioni”, ha detto il premier Giuseppe Conte durante la conferenza stampa. “Sarà una struttura articolata e composita che, raccogliendo le istanze di tutti, presiederà alla manutenzione, al funzionamento e all’approvvigionamento finanziario del Mose”.

E alla domanda riguardo il possibile ripristino del magistrato alle acque, Conte risponde: “Se ne è parlato perché Zaia ha evocato questa figura che ha un passato di grande tradizione storica. Ma con il magistrato alle acque assommeremmo la responsabilità della gestione dell’opera a una singola persona”. Invece “con la struttura che stiamo predisponendo la responsabilità sarà collegiale, sarà di tutti i soggetti che hanno titolo per partecipare a questa gestione. Fra un po’ diffonderemo anche la norma e vedrete come sarà”. “La manutenzione del Mose sarà costosa e impegnativa dal punto di vista finanziario”, continua Conte, che però non quantifica: “Più o meno i calcoli sono stati fatti sui giornali, milione più, milione meno, costerà. Stiamo predeterminando con la struttura le modalità di finanziamento”, ha aggiunto.

(Foto: Imagoeconomica-riproduzione riservata)

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