Dal dirigibile Norge alle piste italiane in Antartide, fino all’Artico che entra nelle agende di difesa, ricerca e industria, il centenario del volo di Umberto Nobile viene riletto come una chiave per capire dove si muovono oggi gli interessi strategici del Paese.
È il filo del convegno “Il volo del Norge 1926, Nobile al Polo Nord”, promosso dall’Aeronautica militare con Cnr, Società geografica italiana e Gruppo Prada nell’ambito di Sea Beyond, dove il generale di brigata aerea Urbano Floreani, Erling Hoem, Mark Piesing e Steinar Aas hanno collegato memoria storica, cooperazione internazionale e capacità tecnologica.
Nella discussione moderata anche da Flavia Giacobbe, direttore di Formiche e Airpress, con interventi tra gli altri di Gregory Alegi, Francesco Petracchini, Carlo Barbante, Vittorio Emanuele Parsi, Pietro Batacchi e del generale di brigata Carlo Di Somma, il punto emerso è netto, le regioni polari non sono più un margine remoto ma uno spazio che incide su sicurezza nazionale, scienza, clima e proiezione istituzionale dell’Italia.



























































