Dai 230 milioni di passeggeri già raggiunti alla soglia dei 305 milioni attesa entro il 2035, fino al nodo di investimenti, concessioni e carburanti alternativi, il trasporto aereo italiano entra in una fase in cui crescita e capacità amministrativa devono procedere insieme. Il punto è emerso nell’evento “Tra un’epoca e un’altra: verso quale trasporto aereo?”, promosso da Enac in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo per la presentazione del Fact Book 2026 del Centro ITSM–ICCSAI.
Dopo l’apertura di Edoardo Rixi, viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ne hanno discusso Renato Redondi del Centro ICCSAI–ITSM, Costantino Pandolfi, vice direttore centrale Enac, Stefano Paleari del Centro ICCSAI–ITSM, Valentina Lener, direttore generale di Aeroporti 2030, Carlo Borgomeo, presidente di Assaeroporti, Gaetano Intrieri, amministratore delegato di Aeroitalia, e Joerg Eberhart, amministratore delegato di ITA Airways, con le conclusioni di Pierluigi Di Palma, presidente Enac, e la moderazione di Flavia Giacobbe, direttore di Formiche e Airpress.
Sullo sfondo resta una tesi netta, la competitività degli scali, la resilienza delle connessioni intercontinentali e la sostenibilità del settore dipendono sempre meno dalla sola domanda di mobilità e sempre più dalla capacità delle istituzioni di rendere bancabili, rapidi e coerenti gli investimenti.











































































