Rossi, Galateri di Genola e Giovannini. I volti della Santa alleanza sugli investimenti. Le foto di Pizzi

Una nuova alleanza per lo sviluppo del Paese, è questo il titolo del convegno organizzato ieri pomeriggio alla Camera dall’Accademia Aises e la società Universal Trust, nel corso del quale è stata sancita una sorta di “santa alleanza” nel nome degli investimenti sotto forma di gruppo di lavoro: la Global Investors Alliance, siglata da banche, assicurazioni e fondi di private equity.

Il senso dell’incontro, aperto dal presidente di Aises, Valerio De Luca, lo ha dato il direttore generale di Bankitalia, Salvatore Rossi, (in foto), con un’analisi precisa. “Investire oggi è qualcosa di importante, di fondamentale per questo Paese. Senza investimenti non c’è sviluppo, non c’è crescita. Ma un conto è dirottare le risorse su vecchi capannoni che non servono a nessuno, un conto è investire sull’innovazione. Questa è la scelta, cosa fare, dove investire e quanti soldi usare”. Rossi ha più volte sfiorato l’aggiornamento del Def (Bankitalia aspetta i numeri ufficiali prima di commentare), appena approvato. “La cosa importante è che laddove ci siano degli investimenti essi abbiano una forte spinta sulla ricchezza e vadano a creare crescita laddove non ce ne sta. L’errore sarebbe, prima ancora che non investire, impiegare le risorse disponibili in qualcosa che non dà crescita”.

Messaggio chiaro: investimenti sì, ma con la testa. Che è proprio quella che manca, almeno secondo Gabriele Galateri di Genola, presidente delle Generali e altro ospite eccellente dell’incontro nella biblioteca di San Macuto. Il numero uno del Leone ha puntato il dito contro l’assenza di una governance adeguata in grado di calibrare la spesa. Il problema sollevato dal presidente di Generali non è da poco conto perché senza una vera centrale operativa degli investimenti non è possibile pianificare alcunché. Tra gli altri ospiti dell’incontro, Giuseppe Governale, Stefano Caselli ed Enrico Giovannini.

Il grande tema dell’evento è stato poi l’innovazione applicata al sistema bancario e più in generale finanziario. Non ci sono solo le strade e i ponti ma anche le tecnologie con le quali ammodernare le infrastrutture finanziare. Un tema sul quale si sono confrontati Pietro Sella, banchiere a capo dell’omonimo gruppo e Stefano Scalera, direttore generale dell’ufficio studi del Tesoro. “Oggi se si parla di innovazione, qualcuno, anzi più di qualcuno, pensa a una minaccia più che un’opportunità. Ma non è così. Nella banche c’è il fintech, un’innovazione che deve essere abbracciata”, ha spiegato Sella.

(Foto di Umberto Pizzi – riproduzione riservata)

ultima modifica: 2018-10-02T07:07:39+00:00 da Gianluca Zapponini