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Pubblichiamo grazie al consenso della casa editrice Chiarelettere, la prefazione di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio al libro “Vinciamo noi. La voce dei 5 Stelle. Chi siamo e quale Europa vogliamo”, di Sergio Di Cori Modigliani, da oggi in libreria

Il MoVimento 5 Stelle è qui per restare. Molti speravano che fosse un fenomeno passeggero, di protesta, un fatto effimero, un vento che passa e va. I confronti con formazioni politiche del passato come l’Uomo qualunque, che sparì dopo un breve periodo, erano rassicuranti. Grillo urla, Casaleggio è un guru, anzi un pazzo: pronunciano solo esagerazioni che scompariranno come la bruma al mattino. Non è andata così nonostante la più imponente campagna diffamatoria nella storia d’Italia, una campagna iniziata dopo le elezioni politiche del 2013 vinte dal M5S, un fatto ignorato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, pur di impedirci di partecipare al governo, si è fatto rieleggere tra gli applausi scroscianti di Silvio Berlusconi. Lo stesso che oggi, da pregiudicato, continua a essere ricevuto con frequenza al Quirinale.

Siamo ancora qui, «ma non dovevamo rivederci più?». Non sono riusciti a cambiare il futuro, né a cambiare noi. Le elezioni europee, comunque vadano, le abbiamo vinte, apriremo Bruxelles come una scatola di biscotti, tra lobbisti e banchieri, la scatola di tonno l’abbiamo già aperta in parlamento mostrandone le vergogne, gli inciuci e l’immondo mercimonio attuato da Pd e Forza Italia. Ora hanno cambiato strategia. Non siamo più degli incapaci, dei principianti, dei cani in chiesa, ma siamo pericolosi e settari, reincarnazioni di Hitler, Stalin e Pol Pot. Attenti al grillino che mangia il bambino! Qualcuno ci crede ancora?

La campagna elettorale per le europee del 2014 è stata trasformata in una vendita promozionale. Chi offre di più? I partiti che si sono mangiati il paese possono offrire solo i resti dell’abbuffata. Renzie 80 euro, già riscossi con nuove tasse come la Tasi e la revoca dell’assegno dei familiari a carico, e Berlusconi una dentiera (la sua). Achille Lauro, che regalava un paio di scarpe, una prima e una dopo il voto, a confronto di questi imbonitori da strapazzo capaci di umiliare persino il voto di scambio, era un lord, un galantuomo.

Il M5S non si sostituirà ai partiti, li spazzerà via. La nuova parola d’ordine non sarà più crescita, ma sviluppo. Il paese ha un disperato bisogno di entrare nel nuovo millennio, ma è ancorato al passato. La rivoluzione digitale non ha neppure sfiorato l’Italia, trasformata in un cimitero di cemento dalle cooperative rosse e bianche, le vere banche dei partiti. Il M5S è qui per restare, per costruire una nuova Italia in cui la parola «comunità» diventi imprescindibile, come un mantra quotidiano, insieme alla parola «onestà».

Il politico deve rispondere al popolo e servirlo. Se sbaglia, se ruba, se si dimentica del suo ruolo, va cacciato senza indugi. Sulle macerie non si può costruire nulla. Il M5S sarà il caterpillar dei disonesti, dei corrotti, dei mafiosi. Non faremo sconti. Dalla partitocrazia il paese può fare un grande salto e approdare alla democrazia diretta dove il cittadino è sovrano. Onestà, Trasparenza, Competenza.

La civiltà occidentale è nata qui e da qui può rinascere una nuova concezione della politica e della società. Vinciamo noi, insieme, tutti insieme. La vita è breve e il tempo non può essere sprecato a mangiare ghiande nel fango, come ci hanno fatto credere. Oltre e sopra, il cielo è sempre più blu!

di Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo

Grillo e Casaleggio: apriremo Bruxelles come una scatola di biscotti

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