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Cadono le teste sul caso kazako, titola in prima pagina Avvenire, con le rassicurazioni di Angelino Alfano circa il fatto che nessun ministro era stato informato, ma con due alti dirigenti del Viminale che fanno le spese per tutti: dimissioni per il capo di Gabinetto Procaccini e il capo segreteria Ps Valeri. Mentre nel fondo Sergio Soave mette l’accento sul partito delle crisi, in continua ricerca del “casus belli”.

Nauseato ed offeso si difende sul Corriere della Sera Procaccini, con il titolo di apertura che verte sulle parole del ministro Alfano “il governo era all’oscuro”. Dettagliata la ricostruzione di Giovanni Bianconi sulle anomalie del blitz. Mentre di spalla Antonio Polito, pur riconoscendo che si tratta di un pasticcio inestricabile, osserva che la crisi sarebbe inutile. “Ridicolo” è l’epiteto scelto dal Fatto Quotidiano per definire Alfano, che in Aula legge il rapporto del Capo della Polizia che assolve il governo ma “scaricando le colpe sui sottoposti”. Ma se “il Pdl se la beve, il Pd si piega” e Renzi chiede che riferisca anche Letta. Il direttore Antonio Padellaro nel suo editoriale invoca l’intervento di Giorgio Napolitano.

Il Foglio evidenzia la “relazione fatale”, con “Alfano che batte il partito di Repubblica con l’aiuto del capo della Polizia”, anche se il caso “resta aperto, o meglio socchiuso. Mozione per le dimissioni, gran chiasso e ragione di Stato”. “Renzi pugnala Letta” è il titolo di apertura scelto dal Giornale, con un vero e proprio assalto al governo, dove “Alfano fa saltare le prime teste per il giallo kazako. Ma il sindaco svela il suo piano: vuole il premier ko”. Mentre in sottoapertura spicca lo showman Fiorello che difende Miss Italia e bacchetta “la moralista Boldrini”. E di spalla Vittorio Feltri si chiede quali siano le verità nascoste dell’inchiesta Ilva. “Ma la ferita resta aperta” è la tesi dell’editoriale sul Mattino firmato da Paolo Graldi, perché “gli errori commessi sono molti”e ora anche l’Ue chiede chiarimenti all’Italia.

Sul Messaggero si dà conto del rischio corso da Alfano, nonostante la blindatura del premier Letta, quest’ultimo però accerchiato da Renzi (che gli chiede di prendere posizione) e dal segretario piddì Epifani che parla di “aria di crisi”. La sottoapertura è dedicata al rogo nel bresciano con i due fratellini morti e una storia familiare difficile. Allarme Inps sui conti di nuovo in rosso titola invece Il Sole 24 Ore, con i dati di tre pensioni su quattro che non arrivano ai mille euro mensili. “E’l’effetto fusione con l’Inpdap: saldo negativo per nove miliardi mentre Mastrapasqua rassicura su un sistema in sicurezza”. Identica scelta per Il Tempo, con il monito dell’Ocse sul 53% dei giovani precari.

Mentre la Padania “si isola” dai fatti del giorno e torna ad attaccare sull’immigrazione: “Effetto ius soli”, titola a tutta pagina: “Mentre Letta lancia minacce contro il nord, sulle nostre coste riprendono in modo massiccio gli sbarchi”. Infine da Libero un preciso richiamo al governo: “Palazzo lontano dalla gente: debito senza freni e noi pensiamo ai kazaki, una follia”.

twitter@FDepalo

Alfano, Renzi e Inps, le prime pagine dei quotidiani

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