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A due anni dalla Primavera Araba, l’omicidio di Shokri Belaid ha infiammato la Tunisia. Ma paradossalmente, la sua morte ha ottenuto quello per cui Belaid si era tanto battuto: la caduta del governo che il premier e segretario generale di Ennahda, Hamadi al Jebali, sta per sciogliere. Al governo arriverà un altro gruppo fatto di tecnocrati che preparerà le prossime elezioni.
Di minacce, ha detto oggi la moglie di Shokri Belaid, Basma, il leader dell’opposizione ne aveva ricevute tante e tutte denunciate. Ma nessuno si è mosso, nessuno ha pensato che potessero arrivare sino a sentenziarne la morte. Oggi la famiglia Belaid ha respinto le condoglianze del governo: non sappiamo che farcene.

La notizia dell’agguato s’è propagata velocemente ai quattro angoli della Tunisia e i manifestanti sono scesi in piazza. A Tunisi, davanti alla clinica dove Belaid era stato portato agonizzante, ci sono state scene di dolore, con gente che si abbracciava in lacrime, altri che si percuotevano il petto. Poi una marea umana ha accompagnato l’ambulanza che dalla clinica ha portato all’obitorio dell’ospedale Charles Nicolle: ancora lacrime, mille bandiere nazionali sventolate e l’inno cantato a squarciagola.

Ma è stato su avenue Boughiba che l’inferno si è materializzato: scontri violentissimi, sassaiole, lacrimogeni, tentativi di assalto e poliziotti con i manganelli. Tumulti che poi si sono spostati in altri punti della città, a Bab el-Jazira, poco distante da avenue Bourghiba, un poliziotto è morto, con il petto sfondato da un sasso scagliato da un manifestante.

Avenue Bourghiba è stato scenario di violenza, ma anche di gesti destinati a diventare un simbolo: l’ambulanza bardata con la bandiera nazionale che, come per miracolo, ferma sassaiole e cariche al suo passaggio davanti al ministero dell’Interno; l’agente che, pochi istanti dopo avere manganellato un gruppetto di giovani, davanti all’ambulanza, si ferma e saluta militarmente; le belle ragazze di Tunisi che mettono da parte trucco e abiti eleganti per scagliarsi contro chi picchia i loro amici.

Belaid sarà sepolto venerdì in quella che si preannuncia un’altra giornata campale. In quel giorno, ha chiesto Hamma Hammami, leader del fronte popolare e amico da sempre dell’ucciso, il Paese dovrà fermarsi per onorare “un martire” non di un partito ma di tutti i tunisini.

Ansa

Hamadi al Jebali

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