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Pechino ingrana la quarta e sorpassa il caro Vecchio Continente. Il 2013 sarà l’anno del record della Cina sull’Europa quanto a produzione di auto, con 19,6 milioni contro 18,3 milioni di veicoli prodotti. Non solo sulle vendite, anche il predominio sulla produzione passa dunque in mano cinese. I dati, riportati dal Financial Times sulla base di previsioni di istituti di ricerca (IHS, LMC Auto e PwC consultancies) e banche d’investimento (Ubs e Credit Suisse), sono ancora più chiari se si considera che le proiezioni includono non solo l’Unione europea ma anche altri Paesi come Russia e Turchia.

Le mosse delle tedesche Bmw e Volkswagen

La tedesca Bmw, che controlla anche Rolls Royce, è il principale produttore mondiale di auto di lusso, davanti all’eterno rivale Daimler, titolare dei marchi Mercedes-Benz e Maybach. Entrambi i gruppi godono di ottima posizione sia in Cina che negli Usa e proprio Daimler, secondo la stampa tedesca, si prepara ad accogliere investitori cinesi. Norbert Reithofer, ad di Bmw, ha comunque spiegato di aspettarsi un 2013 difficile.

Volkswagen sarebbe invece premiata dal fatto che il Celeste Impero è diventato ormai il primo mercato mondiale per il gruppo. Proprio in Cina, poi, la Casa tedesca prevede di terminare entro l’anno la costruzione di 2 nuove fabbriche, portando la propria produzione cinese a 3 milioni di veicoli entro il 2014, secondo i piani annunciati dal numero uno di Wolfsburg, Martin Winterkorn. Volkswagen, inoltre, è titolare di un marchio premium come Audi e di icone del lusso come Porsche, Bentley e Bugatti.

La batosta inflitta dalla crisi alle case europee

Il declino atteso europeo è causato da un forte crollo delle vendite in tutto il Continente a seguito della crisi economica, e mette in seria difficoltà molte case produttrici, in particolare la francese PSA Peugeot Citroën, che sta tagliando circa 10mila posti di lavoro in attesa di un salvataggio da 7 miliardi di euro del governo di Parigi.

La maggior parte dei produttori europei con una presenza forte nei loro Paesi, come la Fiat dell’ad Sergio Marchionne, si stanno preparando per un periodo turbolento. Hakan Samuelsson, ad del gruppo svedese Volvo, ha ammesso che per il mercato europeo delle auto non “resta che pregare”.

La reattività come punto di forza secondo l’esperto Ernest Ferrari

Anche secondo Ernest Ferrari, esperto del settore automobilistico ed ex manager Fiat, gli operatori hanno un anno 2013 in salita di fronte: “Devono superare lo scoglio degli ultimi mesi di caduta del mercato, il ché ovviamente comporterà ulteriori, numerose uscite dal mercato di operatori in difficoltà. In compenso, chi ha resistito finora e ha mantenuto una situazione finanziaria almeno accettabile, potrà cogliere nuove opportunità di sviluppo, acquisendo altri mandati e/o nuovi territori”.

“Il paesaggio della Distribuzione/Riparazione Automotive a fine 2013 sarà sicuramente molto diverso da quello attuale. Il 2013 è un anno di quelli che l’ex grande Manager Ford Jack Nasser chiamava ‘dog years’; e si sa che un anno di età, per un cane, vale sette anni della vita di un uomo”, prosegue Ferrari.

Ma le conseguenze della crisi sulle case automobilistiche dipenderà anche dalla loro reattività. Secondo l’esperto “non tutte le case concedenti se la caveranno allo stesso modo; il ché significa che gli operatori dovranno abituarsi a ‘radiografare’ frequentemente e senza indulgenze o sentimentalismo le marche che rappresentano. E dovranno discernere bene, tra le opportunità che si presenteranno, quelle che meritano che si investa. Dovranno essere pronti ad investire rapidamente per evitare di perdere occasioni interessanti; e pronti a disinvestire rapidamente se sarà necessario per togliere una zavorra finanziaria all’Azienda (e di zavorre, attualmente, ce ne sono tante)”, conclude l’esperto del settore.

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