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Da Atene
Che succede a un paese che taglia stipendi, pensioni, indennità, servizi e di contro aumenta l’iva al 23%, porta la benzina a due euro al litro e rende perfino la spesa settimanale una “roba da ricchi”? Che le sacche di povertà diventano lenzuolate infinite, che il ceto medio viene drammaticamente schiacciato sotto il peso di misure che incidono finanche su beni di prima necessità come il pane o il latte, che il numero dei senzatetto aumenta al pari di quello dei bambini sottopeso (dati Ocse). Nella Grecia che cerca di trovare la quadra di un governo presentabile e dignitoso (la tredicesima fatica di Ercole, per intenderci) oggi c’è stato un fatto che fotografa alla perfezione l’intimità di un paese e le angosce dei suoi abitanti.
 
Centinaia di persone si sono radunate dalle prime ore di questa mattina ad Atene nell’area del Campo Marzio al fine di ottenere gratuitamente frutta e verdura. Infatti la Cooperativa cretese Agricola “East” di Ierapetra, in collaborazione con il Comune di Atene, ha distribuito 2.500 scatole di prodotti (melanzane, cetrioli, pomodori e peperoni) – in confezioni da 10 kg – per le famiglie povere registrate dal Dipartimento delle politiche sociali della città. E subito si è formata una fila impressionante con gli addetti del comune a smistare con ordine per impedire disordini.
 
Alimentazione e salute: oggi sarà una giornata delicata non solo per le sorti politiche ma anche per un’altra grande questione in Grecia di cui pochi hanno parlato. I farmacisti che hanno maturato credito milionari con lo stato e che attendono risposte per non lasciare i cittadini senza farmaci. Nella regione dell’Attica i farmacisti continuano a non somministrare medicinali a credito ai membri del Eopyy (la cassa che passa i medicinali ai cittadini sotto forma di mutua). Ma il movimento panellenico Pharmaceutical Association definisce la posizione dell’Eopyy “sostanzialmente e formalmente illegale” e ribadisce la sua posizione: intendono essere compensati per le ricette eseguite durante il mese di giugno altrimenti ci sarà un’altra dura mobilitazione.
 
Poche settimane fa un altro colpo era stato inferto alla Grecia tecnicamente già fallita (a proposito, ieri la Deutsche Bank ha ammesso pubblicamente che ormai ragiona come se l’Ellade fosse fuori dall’eurozona): il prezzo del souvlaky, il piatto nazionale come in Italia la pizza, in Francia la crepes o in Germania il wurstell, è stato maggiorato del 10%. Un crimine lamentano i cittadini, quelli che assistono inermi all’evoluzione della vita dei propri figli: la generazione dei 30enni che, se non disoccupati (il 50% lo è), guadagna in media seicento euro al mese, magari con un muto a tasso variabile sulle spalle. E con la decisione di trasferirsi in provincia dove la vita è meno cara della proibitiva Atene, “appoggiandosi” materialmente e finanziariamente sulle spalle dei genitori. Fino a quando?
 
Twitter @FDepalo

Nuovi poveri ad Atene, in fila per avere verdura gratis

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