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Appassionato di ciclismo, il neo presidente di Confindustria vi ricorre per descrivere la sua “vittoria in volata”: “ho fatto come il ciclista Oscar Freire, che veniva fuori negli ultimi 50 metri e batteva tutti”, ha dichiarato.
 
La vittoria di Squinzi era nei pronostici, ma lo scarto di voti con il ´rivale´ Alberto Bombassei è andato oltre le previsioni: solo 11 preferenze hanno consentito al patron della Mapei di conquistare il podio. Dalla votazione di oggi esce, dopo una campagna elettorale dai toni decisamente accesi, una Confindustria spaccata a metà: 93 voti per Squinzi, 82 per Bombassei e 2 schede bianche.
 
Al di là dell´esito della partita, il patron della Mapei ha assicurato, nella prima conferenza stampa da presidente ´in pectore´, che intende essere “il presidente di tutti” e di avere come principale obiettivo quello di “ricompattare” l´Associazione anche provando “ogni tentativo per riportare Fiat in Confindustria”. E ancora una volta la Fiat, uscita da viale dell´Astronomia a gennaio, è stata determinante nella competizione. L´endorsement di Sergio Marchionne è valso a Bombassei, secondo indiscrezioni, diversi voti in Giunta da parte di quegli imprenditori favorevoli ad un ritorno del Lingotto nell´Associazione.
 
Ritrovare l´unione e la compattezza dopo un voto così ´lacerante´ sarà una delle prime missioni della Confindustria targata Squinzi. E proprio l´ipotesi ´spaccatura´ è stata al centro delle dichiarazioni dei big dell´Associazione al termine della Giunta.
 
Per il presidente in carica, Emma Marcegaglia, “com´è sempre stato in Confindustria, tutti si ricompatteranno attorno al nuovo presidente. Squinzi sarà il presidente di tutti, di chi l´ha votato e di chi non l´ha votato”. Il past president Luca Cordero di Montezemolo ha sottolineato la necessità di “remare tutti nella stessa direzione” ma “prendendo atto dei numeri emersi dal voto”.
 
Luigi Abete, past president e numero uno di Bnl, ha invece assicurato: “Ma che spaccatura! C´è stato un bel confronto” e la competizione tra i due candidati è stata “molto fair”. Sulla stessa lunghezza d´onda Fedele Confalonieri, presidente Mediaset e grande amico di Squinzi, che ha così fotografato la votazione della Giunta: “non è una spaccatura, hanno corso, ha vinto uno e ora lavoreranno insieme”.
 
Diversa, ovviamente, la posizione di Bombassei che ha affidato le proprie valutazioni ad un comunicato: Squinzi “ha oggi il compito di tenere unita l´associazione” e “di ascoltare le istanze di cambiamento”, che sono emerse dal voto. “Il risultato della Giunta di oggi dimostra quanto sia ampia la realtà degli imprenditori italiani”, ha detto il numero uno della Brembo dichiarandosi pronto a collaborare.
 
Secondo Squinzi, “il problema più grave per il paese è la disoccupazione, e soprattutto la disoccupazione giovanile”, ma interrogato sulla riforma del lavoro e sullo spinoso tema dell´articolo 18 ha preferito glissare passando la palla alla Marcegaglia: “non è chiarissimo come sarà la formulazione definitiva del governo e comunque aspetterei un attimo per esprimere giudizi”. Sul terreno delle relazioni industriali Squinzi ha rifiutato ancora una volta l´etichetta di ´colomba´ assicurando, comunque, di non essere “per gli scontri” ma “per un colloquio serio, continuo e costruttivo”.
 
Quanto alle prossime tappe, bisogna ricordare che la votazione della Giunta non è che un passaggio nella ´macchinosa´ elezione del presidente di Confindustria. Il 19 aprile, Squinzi dovrà infatti sottoporre al voto del Parlamentino la propria squadra di vicepresidenti e il programma per il primo biennio di lavoro. Si tratterà di un altro appuntamento fondamentale per capire se ci sia o meno una spaccatura nell´Associazione e quali saranno i prossimi passi del patron della Mapei. L´elezione vera e propria del presidente avverrà durante l´assemblea privata del 23 maggio mentre per il debutto pubblico bisognerà attendere l´assemblea pubblica del 24 maggio.

Confindustria, Squinzi come Freire: "Ho vinto in volata"

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