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È iniziato il conto alla rovescia per la giornata decisiva del 4 novembre, in cui 110  grandi elettori sceglieranno il nuovo presidente degli Stati Uniti e metteranno il punto finale a quella che è stata la più lunga corsa elettorale della storia americana, quasi due anni se si contano le primarie di ogni partito. Fino ad adesso il dibattito della campagna elettorale è stato incentrato sulla questione razziale e sul ruolo delle donne nella società. Ha contribuito il fatto che nelle primarie del partito democratico ci sono giocati la candidatura un uomo di colore e una donna di carriera politica. Su questo argomento, il giornalista Jonah Goldberg titola sul Los Angeles Times: “I media giocano la carta della razza a favore di Obama”. Perché si continua a insistere che chi non guarda con buon occhio al candidato democratico è per un’influenza razzista e non per preferenza politica. Ma non è un ragionamento sbagliato perché, d’accordo con Goldberg, gli elettori bianchi della middle working-class hanno la tendenza ad essere razzisti.
I media continuano a scommettere che da perdere le elezioni presidenziali, saranno invece i razzisti americani a vincerle.
Poi segue l’argomento rosa, con l’impatto mediatico della candidatura di Sarah Palin come Vice-presidente republican. Innumerevoli i siti web che discutono o fanno parodia sulla figura di questa “donna dura”, con il suo passato di Miss Alaska, gli scandalosi email di abuso di potere e le sue posizione ultraconservatrice. Un quadro al femminile che si somma all’ormai fallita immagine di Hillary Clinton e alla presenza di Michelle Obama.
Recentemente i candidati alla Casa Bianca hanno rilasciato dichiarazioni riguardo a temi delicati come la religione, il matrimonio tra gay e l’aborto. Ma sono questi i veri temi sui quali si decideranno le sorti dell’America e del resto del mondo? Venerdì prossimo, all’Università di Mississippi, si terrà il primo confronto televisivo di una serie di tre faccia faccia di 90 minuti ognuno, in cui i candidati alla presidenza degli Usa, Barack Obama e John McCain, discuteranno di sicurezza nazionale e politica estera. Due argomenti collegati alla temibile ombra del terrorismo.
Gli altri dibattiti saranno il 7 ottobre a Nashville e il 15 alla Hofstra University, New York, mentre i candidati alla vicepresidenza si confronteranno il 2 ottobre. Sul prossimo numero di Formiche (numero 30- ottobre) il professore di Storia delle istituzioni degli Stati Uniti all’Università di Perugia, Massimo Teodori, analizzerà lo sviluppo della campagna elettorale americana e le particolari caratteristiche di questa lunga  e storica corsa presidenziale.

Verso l'Election Day

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