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Le condizione di salute dell’ayatollah Ali Khamenei non gli permetterebbero di guidare l’Iran. Tanto che l’ottantunenne Guida suprema avrebbe già trasferito i suoi poteri al figlio, Mojtaba Khamenei, che di anni ne ha 30 in meno. A riferirlo è Momahad Ahwaze, giornalista iraniano che vive nel Regno Unito. Ma non c’è alcuna conferma ufficiale da Teheran.

Secondo Ahwaze, giornalista dissidente diventato noto con le sue denunce sulla reale estensione dell’epidemia di coronavirus in Iran, le persone vicine al leader sono “molto preoccupate” per il peggioramento delle sue condizioni di salute, che potrebbe essere dovuto a un tumore alla prostata. Per questo motivo, ha scritto il giornalista su Twitter, Khamenei avrebbe cancellato in questi giorni alcuni importanti appuntamenti, fra cui un incontro con il presidente Hassan Rohani.

È un momento delicato per l’Iran, dopo l’assassinio dello scienziato nucleare Mohsen Fakhrizadeh che ha rinfocolato le critiche alla sicurezza del Paese e in attesa dell’inizio della presidenza statunitense di Joe Biden.

Yonah Jeremy Bob sul Jerusalem Post si è interrogato che cosa accadrebbe in caso di morte della Guida suprema sottolinea che non si tratta di un monarca che può trasferire i poteri al figlio (che già guida i dipartimenti di sicurezza e intelligence del Paese). In base alla Costituzione iraniana, infatti, il leader supremo viene eletto da un consiglio di ayatollah. E seppur Mojtaba Khamenei viene spesso identificato come un possibile successore del padre, tra i favoriti c’è Ebrahim Raisi, che guida il potere giudiziario e che garantirebbe continuità rispetto all’attuale Guida.

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