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E la montagna partorì un topolino piccolo piccolo, che cercava sbraitando e dimenandosi di farsi notare. I roboanti annunci dei protagonisti del governo del cambiamento sono andati a sbattere contro invalicabili marosi, figli della realtà. Di Maio uomo di punta del M5S, con solenne eloquio ebbe a dire durante la stesura del contratto di governo: “Stiamo facendo la storia”. Non contento, formato il nuovo esecutivo, dichiarò: “Oggi nasce la Terza Repubblica!”. Gli ultimi accadimenti verificatisi a Roma, relativi alla costruzione dello stadio della squadra giallorossa, che vede coinvolti esponenti di spicco del M5S e dell’amministrazione di Virginia Raggi stanno evidenziando che il presidente Giuseppe Conte è solo alla guida di un ordinario governo della Repubblica Italiana nata col referendum popolare del 1946.

Matteo Salvini, per non essere da meno del capo Di Maio del M5S, perché meno di quest’ultimo lo è davvero, per una vistosa differenza di voti ottenuti alle politiche del 4 marzo, cerca di sopperire con atteggiamenti donchisciotteschi e con azioni tanto spettacolari quanto preoccupanti. La vicenda del respingimento dell’Aquarius è emblematica di un attivismo politico prepotente, arrogante e pericoloso molto familiare coi movimenti politici della destra razzista e xenofoba; non porsi il problema che su quella imbarcazione c’è una umanità che soffre è un atto di perfidia che grida vendetta.

La politica leghista, quella di Salvini, che rinnova gli atteggiamenti del passato di Bossi, Borghezio, Gentilini nei confronti dei cittadini del Mezzogiorno d’Italia, degli extracomunitari, degli immigrati non meraviglia, appartiene ai vecchi arnesi già utilizzati dai lumbard. Le proposte di governo di Salvini, guarda caso, puntano ad antichi ritornelli: al condono delle cartelle di Equitalia, all’uso illimitato del denaro liquido, al non pagamento delle quote latte, all’ uscita dall’UE e dall’euro, allo sbarramento dei flussi di immigrati, al blocco delle assunzioni di cittadini meridionali negli uffici del Nord Italia, scelte non molto distanti dalle idee della Lega di Bossi. Niente di nuovo sotto il sole! E questo ministro dell’interno, che ha sempre avuto comportamenti antimeridionalisti, dovrebbe garantire la pace sociale, la sicurezza e la legalità a tutti gli italiani?

Chi si fida delle chiacchiere, del cinismo di questo giovane lumbard che viene a rastrellare voti nel profondo su d, presentandosi come salvatore della patria? Non accadrà mai, perché la natura dell’uomo difficilmente muta, a meno che di stravolgimenti genetici. Del resto il leghismo come il berlusconismo sono stati sempre in sintonia, e lo sono tuttora, per necessità o per obiettivi concreti. L’interesse comune è stato, è, e sarà sempre fare affari al nord sulla pelle del sud. Salvini non propone niente di nuovo con le sue banali scoperte dell’acqua calda, a parte i toni alti della voce, che in politica estera servono a poco, se non ci sono proposte concrete.

Aquarius Salvini

Il governo del non cambiamento. Dall’Aquarius allo stadio di Roma

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Storico, politologo, critico letterario. Editorialista di Foreign Affairs, del Wall Street Journal e del New Yorker. Professore al prestigioso Bard College e distinguished fellow dell’Hudson Institute. Da sempre democratico convinto, ma i suoi libri sono letti con passione, suo malgrado, da Steve Bannon, lo stratega populista per antonomasia che ha portato Donald Trump alla Casa Bianca. Walter Russell Mead è…

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