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La Legion d’Onore perde di valore, se attribuita a troppa gente. Il presidente francese Emmanuel Macron la pensa così: avrebbe dato impulso – secondo Le Figaro – a un cambio delle regole per attribuire il massimo riconoscimento della Repubblica francese. Macron, proprio nei giorni scorsi, aveva tolto la Legion d’Onore al produttore americano Harvey Weinstein – premiato nel marzo 2012 da Sarkozy – dopo lo scandalo sessuale che lo ha visto coinvolto. L’occasione del ritiro al potente “boss” della Miramax ha aperto un dibattito in Francia.

Il titolo, nato nel 1802 per volere di Napoleone, mostra un po’ i segni del tempo. La volontà del Governo francese sarebbe quella di dare un taglio drastico al numero di riconoscimenti, per far risaltare il merito dei pochi premiati. Basta con l’attribuzione quasi automatica della Legion d’Onore per alcune categorie come ex ministri, accademici, militari (quest’ultimi rappresentano il 40% della platea dei premiati). La procedura è in corso, spiega Le Figaro. La grande cancelleria de la Legion d’onore sta già rimettendo mano alle regole perché lo stesso Macron vuole essere più restrittivo.

I suoi predecessori, nel conferire titoli, si sono sbizzarriti. Sotto il settennato di Valery Giscard d’Estaing ne sono state date 32.204 (la media più alta con 4600 all’anno), negli anni di Georges Pompidou 20.473 (4200 ogni dodici mesi), nei cinque anni di Nicolas Sarkozy 17.304 (3461) e 17.218 sotto il mandato di François Hollande (3444). Chi è stato per più tempo alla presidenza ha visto ovviamente più decorati. François Mitterand ben 48.326 in quattordici anni e Jacques Chirac48.163 in dodici, ma i due registrano medie più basse. Ogni presidente ha proposto inoltre le sue correzioni. Il generale Charles De Gaulle ha iniziato a premiare anche gli sportivi francesi protagonisti alle Olimpiadi. Giscard D’Estaing si è impegnato per riconoscere maggiormente i meriti delle donne. Sarkozy – molti anni dopo – ha imposto la parità di genere. Hollande ha allargato ulteriormente il campo al mondo dello spettacolo e in tanti si sono chiesti se vengono premiati meriti reali o ci sia un po’ troppa voglia di strizzare l’occhio al mondo delle celebrità.

Gli italiani sono stati sempre molto considerati dalla Legion d’Onore. Giuliano Pisapia, Stefania Prestigiacomo, Riccardo Muti, Giovanna Melandri, Emma Bonino, Valentino Garavani e Giorgio Armani sono solo alcuni dei tanti – tantissimi – connazionali che l’hanno conquistata nel corso degli anni. Macron starebbe però per dare un giro di vite. Già lo scorso 14 luglio vennero consegnati solamente 101 titoli. Alla prima festa nazionale – nel 2012 – il suo predecessore Hollande ne assegnò 528. All’ultima, prima di lasciare l’Eliseo, 562. Un netto cambio di passo a cui seguirà una svolta più definita.

Da ritoccare anche le differenze tra francesi e stranieri: per uno come l’americano Weinstein, non più degno di mantenere il titolo, l’unico provvedimento possibile era il ritiro immediato dello stesso. Un cittadino francese può invece anche essere sospeso temporaneamente, in attesa che si chiariscano tutti i contorni di una vicenda che lo ha messo in cattiva luce. In futuro si cambia: dal 2018 si guarderà con maggiore attenzione al merito dei possibili candidati, nell’interesse generale. Anche per evitare polemiche su carriere e curricula delle migliaia di persone destinatarie, ogni anno, dell’ambita onorificenza.

macron, rifugiati, migranti

Come e perché Macron vuole ripensare la Legion d'Onore

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