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Da Gorizia fino a Genova, passando per Verona, Padova, Lodi, Alessandria e sconfinando fino a Parma e Piacenza. Le amministrative in programma oggi interessano anche diversi centri del nord dove in molti casi sono gli schieramenti tradizionali di centrosinistra e centrodestra a giocarsela da attori protagonisti, con i 5 Stelle spesso relegati al ruolo di guastafeste senza troppe possibilità di vittoria.

LA SFIDA NEL NORD-EST

Sono tre i capoluoghi al voto in Veneto. E in particolare sono Verona e Padova i due centri che più attirano l’attenzione di livello nazionale. Nella città sull’Adige il sindaco uscente Flavio Tosi, conclusa malamente l’esperienza leghista e in scadenza di secondo mandato, tenta di continuare a controllare il Comune che ha guidato per 10 anni tramite la candidatura della compagna Patrizia Bisinella, senatrice del suo movimento Fare! attorno alla quale si sono coagulate le liste civiche dell’arcipelago tosiano. Il fronte del centrodestra questa volta appare più compatto e solido del passato, schierato dietro al candidato già assessore tosiano Federico Sboarina dell’associazione Battiti, ma con l’appoggio di Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Tenta il tutto per tutto anche il Pd con la renziana Orietta Salemi, mentre i 5 Stelle con il rugbista Alessandro Gennari non destano molte preoccupazioni ai due principali candidati.

Situazione diversa a Padova; nella città del Santo, il Pd punta tutto sull’imprenditore già patron del Padova Calcio in serie A, Sergio Giordani, molto apprezzato dai renziani e con buone referenze anche in ambito moderato, tanto da aver attirato con lui pezzi di Forza Italia che avevano contribuito a fare cadere Massimo Bitonci. L’ex sindaco leghista è l’uomo da battere, sostenuto dal centrodestra in maniera compatta. A creare grattacapi al Pd potrebbe essere la Coalizione Civica del docente universitario Arturo Lorenzoni che pesca soprattutto a sinistra (ha avuto il placet di Luigi de Magistris, tra gli altri), mentre i grillini si presentano con Simone Borile.

A Belluno il sindaco uscente Jacopo Massaro, alla guida di una lista civico-riformista, cerca il bis mentre il Pd ha candidato Paolo Bello dopo i tentativi andati a vuoto del deputato renziano Roger De Menech di trovare l’accordo con il primo cittadino. Il centrodestra si è invece divisa: l’area forzista è andata su Paolo Gamba mentre la Lega punta sull’ex vicesindaco e attuale consigliere regionale Franco Gidoni.

In Friuli Venezia-Giulia l’unico capoluogo al voto è Gorizia, dove l’uscente Ettore Romoli (Forza Italia) vorrebbe lasciare l’eredità al collega di partito Rodolfo Ziberna sostenuto da tutto il centrodestra, ma ci sono ben altri 8 contendenti a partire da Giuseppe Maraz dei 5 Stelle.

DALLA LOMBARDIA AL PIEMONTE

Ben 139 i Comuni chiamati al voto in Lombardia, tra i quali spiccano tre capoluoghi. A Como le inchieste giudiziarie hanno fatto piazza pulita nei partiti, dopo l’arresto dell’ex sindaco Pdl Stefano Bruni e l’indagine che ha coinvolto anche il primo cittadino uscente del Pd Mario Lucini. I dem hanno così deciso di puntare sull’ex cda di Alitalia Maurizio Traglio, che si deve guardare a sinistra dall’assessore Bruno Magatti e dalla consigliera Celeste Grossi. Probabile che Traglio finisca al ballottaggio con Mario Landriscina, candidato unitario del centrodestra, noto fuori dai partiti per essere stato il fondatore e coordinatore del 118 lariano. Appare fuori dai giochi il grillino Fabio Aleotti, mentre tra i 7 candidati spunta anche Francesco Scopelliti di Azione Nazionale, fratello dell’ex governatore calabrese Giuseppe Scopelliti.

Pure a Lodi le elezioni arrivano dopo il terremoto giudiziario di un anno fa con l’arresto del sindaco del Pd Simone Uggetti. I dem per provare a cambiare passo hanno puntato sull’ex presidente dell’Associazione industriali e della Camera di commercio Carlo Gendarini, i grillini puntano sul fotografo Claudio Casiraghi che da tempo denuncia gli scandali in Comune, il centrodestra ha trovato la convergenza sulla leghista Sara Casanova. Tuttavia la sorpresa potrebbe arrivare dall’ex capogruppo di Forza Italia Lorenzo Maggi, che si è messo in proprio con quattro liste civiche e punta al ballottaggio.

Si vota anche a Monza dove si ripresenta per il secondo turno il sindaco del Pd Davide Scanagatti, presidente Anci Lombardia, il centrodestra punta sul primo presidente eletto della provincia di Monza-Brianza Dario Allevi (ma deve fare i conti con l’ex forzista Pier Franco Maffé), e i grillini sostengono l’imprenditore Danilo Sindoni.

Passando al Piemonte, la sindaca uscente di Alessandria Maria Rota Rossa (che ha preso il Comune in pieno dissesto finanziario) tenta il bis sostenuta dal Pd e da una coalizione di centrosinistra, mentre la Lega Nord (lì comandata dal salviniano doc Riccardo Molinari) ha convinto il centrodestra a puntare su Gianfranco Cuttica di Revigliasco.

TRA GENOVA E LA VIA EMILIA

La sfida forse più stimolante al nord è quella di Genova: sulla carta se la giocano il candidato totian-salviniano Marco Bucci (un manager di lungo corso, ex ad di Liguria Digitale), che ha dietro di sé il centrodestra unito dalla Lega agli alfaniani, e l’assessore uscente della giunta Doria Gianni Crivello, uomo con solide radici a sinistra, già bersaniano e passato in Sel, sostenuto anche dai renziani del Pd. I grillini presentano ben tre candidati di area risultando fuori dai giochi: Luca Pirondini, il candidato ufficiale battezzato da Beppe Grillo e dalla fedelissima Alice Salvatore, Marika Cassimatis che aveva vinto le comunarie poi è stata estromessa, e l’ex capogruppo Paolo Putti che si è avvicinato a Federico Pizzarotti. E proprio quest’ultimo a Parma cerca il bis con la sola forza delle liste civiche, ma se la dovrà vedere con il dem Paolo Scarpa e la leghista Laura Cavandoli, mentre a Piacenza il favorito è il civico sostenuto dal Pd Paolo Rizzi.

Federico Pizzarotti, amministrative, elezioni

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