Skip to main content

Essere nominata a 25 anni primo violino della Filarmonica della Scala è certamente un raro successo. Ma essere una delle artiste di punta su cui scommette il prossimo festival estivo di Salisburgo è la consacrazione di fare parte del piccolo firmamento delle “stelle” internazionali che seguono l’arte di Paganini. Si tratta di Laura Marzadori che si esibirà in uno dei più attesi (e già venduti) appuntamenti del prossimo festival di Salisburgo. Naturalmente con la sua orchestra, diretta da Riccardo Chailly. In un programma che include musica di Cherubini, Verdi e Rossini – ossia che spazia nell’Ottocento italiano

Qual è stato il luogo più straordinario in cui ha lavorato?

Ho avuto la fortuna di essere in grado di lavorare in molti Paesi. Uno dei teatri più notevoli è certamente il Colòn di Buenos Aires. Il pubblico argentino mi ha commosso profondamente, è così cordiale e appassionato. C’erano solo giovani sul palco e tra il pubblico. E ‘stato semplicemente meraviglioso vedere così tanti giovani con una tale passione per la musica classica. Ho eseguito Quintetti di Mozart e Brahms con il complesso dell’Accademia Chigiana di Siena nell’ambito di una tournée in Argentina e Uruguay. Un’altra esperienza commovente è stato il concerto di Natale “per la Vita e la Pace” a Betlemme. Ero ospite della Palestinian Youth Orchestra presso la Chiesa della Natività. Un’occasione molto speciale per due motivi. Da un lato, a causa del significato e della storia della Chiesa medesima – soprattutto a Natale . Dall’altro, perché ho avuto l’opportunità di condividere il mio lavoro con musicisti giovani e appassionati. Tuttavia, ogni sala da concerto è affascinante a suo modo; essa ha una sua storia, una propria acustica e un pubblico che mostra emozioni diverse ad ogni esecuzione.

Come descriveresti le caratteristiche della Filarmonica della Scala?

Una delle qualità più importanti della mia orchestra è sicuramente il suo suono originale italiano: è molto caldo e con tante di vibrazioni. Tutti i miei colleghi hanno forti personalità musicali, ma quando suoniamo insieme, dobbiamo creare armonia e diventare un tutt’unico. Ne sono molto orgogliosa, dal momento che il suono è la nostra voce e trasmette le nostre idee musicali.

Potrebbe descrivere brevemente il vostro direttore?

Tengo Riccardo Chailly nella più alta considerazione. E’ estremamente appassionato e dirige l’orchestra con entusiasmo e sensibilità musicale. Ricordo in particolare una performance della Quinta Sinfonia di Shostakovich: la musica sembrava galleggiare, in modo del tutto naturale pieno di fantasia.

A quale dei concerti del Festival di Salisburgo di quest’anno vorresti partecipare – a parte, ovviamente, il tuo?

Mi piacerebbe partecipare a tutti i concerti di questo Festival estivo. Ci sono veramente grandi artisti in programma. Se dovessi scegliere uno solo, però, sarebbe la Filarmonica di Berlino diretta da Simon Rattle: è un’orchestra che ammiro molto e non ho mai sentito in una esecuzione dal vivo!

L’intera orchestra avete un rituale particolare prima di un concerto? Porti un talismano con te sul palco?

Non ho mai seguito alcun rituale prima di un concerto . Ciò rende più facile adattarsi a qualsiasi situazione Prima di un concerto, cerco sempre di parlare con i miei colleghi, per contribuire ad una serata di successo e per creare armonia tra di noi.

Laura Marzadori, chi è e cosa pensa il primo violino della Filarmonica della Scala

Essere nominata a 25 anni primo violino della Filarmonica della Scala è certamente un raro successo. Ma essere una delle artiste di punta su cui scommette il prossimo festival estivo di Salisburgo è la consacrazione di fare parte del piccolo firmamento delle "stelle" internazionali che seguono l’arte di Paganini. Si tratta di Laura Marzadori che si esibirà in uno dei più…

La Reggia di Caserta e il plebeismo sindacale

La lettera demenziale con cui i sindacati confederali locali denunciano Mauro Felicori, il direttore della Reggia di Caserta, di lavorare fino a tarda sera (mettendo così a rischio "l'intera struttura") va considerata sotto due aspetti. Essa certamente mette in luce le cattive abitudini di un potere sindacale un po' straccione e un po' parassitario, dedito solo alla cura degli interessi…

Perché il Family Day non può e non deve diventare un partito

Cari amici, quest’oggi una rappresentanza del Comitato promotore del Family Day (Massimo Gandolfini, Costanza Miriano e il sottoscritto) parteciperà come ospite ai lavori della prima assemblea organizzativa del movimento politico “IDeA”, fondato dai parlamentari Roccella, Quagliariello e Giovanardi, fuoriusciti a ottobre da Ncd a causa del previsto tradimento di Alfano sulle unioni civili. Come ha già spiegato Costanza, saremo lì…

I tafazzisti della cultura

La vicenda è stranota e tutti i principali quotidiani italiani se ne sono occupati: alcune sigle sindacali - Uil, Usb e Ugl - hanno firmato una lettera, inviata anche al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, contro il dirigente della Reggia di Caserta, Mauro Felicori, denunciando che “permane nella struttura fino a tarda ora” senza averlo comunicato ai dipendenti, “mettendo…

Ecco come House of Cards riflette sul concetto di bene comune

Dal 4 marzo, con l’inizio della IV stagione di House of Cards, abbiamo forse le idee più chiare su chi potrà essere la donna (ebbene sì, una donna) o l’uomo più potente del mondo. E l’accoppiata Hillary-Bill Clinton (con lui questa volta necessariamente comprimario, anche se – stante il forte carisma – protagonista suo malgrado) non può non ricordarci l’alleanza…

La Sicilia si salva non con uno ma non tanti gay

L’unica soluzione per rimettere in moto l’economia della Sicilia è fare realtà dell’immaginazione di Fabio Canino. Quella che ha messo per iscritto nel suo ultimo libro Rainbow Republic edito da Mondadori. La Grecia è fallita ma grazie all’idea di farla diventare una repubblica fondata sull’omosessualità essa diviene in poco tempo la capitale mondiale del turismo, in nome della libertà sessuale…

Così House of Cards racconta il cinismo di lobby e politica

Torna House of Cards e riprende subito il dibattito sulla professione del lobbista, sull’etica della politica, sul gioco del potere. Ci confronteremo su chi assomiglia a chi, su chi copia questo o quell’altro atteggiamento, sul ruolo dei singoli protagonisti: specchio di un sistema reale o grottesche controfigure? La serie di Netflix, quanto e forse più dell’ormai leggendaria West wing, ha…

×

Iscriviti alla newsletter