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È cominciata la guerra turco-americana contro Isis. Gli Stati Uniti hanno attaccato una posizione jihadista in Siria, partendo per la prima volta dalla Turchia. Il comandante Elissa Smith, portavoce del Pentagono, ha confermato che “gli Stati Uniti hanno cominciato missioni contro lo Stato Islamico partendo dalla base aerea di Incirlik in Turchia. Gli attacchi sono avvenuti con successo”. Secondo Smith, queste operazioni si producono dopo che il governo di Ankara ha autorizzato a luglio l’ingresso delle forze americane nella base turca per attaccare Isis in Siria. Fino ad ora, la coalizione internazionale contro gli estremisti islamici aveva utilizzato la base di Incirlik solo per il decollo dei droni.

CAMBIO DI IDEA

La Turchia, come membro della Nato, si era rifiutata di sostenere le operazioni della coalizione contro Isis per timore di favorire i curdi in Siria. Loro combattono anche contro i jihadisti nella frontiera turco-siriana. Ma dopo la strage a Suruç il 20 luglio, dove Isis ha ucciso 32 ragazzi turchi, la Turchia ha cambiato idea e ha cominciato le trattative con gli Stati Uniti per un’offensiva comune.

CONTRO I CURDI

Mentre le forze politiche turche discutono la formazione di una grande coalizione per il nuovo governo, il presidente Recep Tayyip Erdogan ha confermato che continueranno gli attacchi militari contro i ribelli di Pkk. “Queste operazioni continueranno… lotteremo con determinazione. Non ci fermeremmo”, ha detto. Il presidente considera “fermo” il processo di pace iniziato nel 2012 con il Pkk.

GUERRA AL TERRORISMO

La guerriglia curda di Pkk è nel mirino della Turchia da quando il 24 luglio è stata annunciata la “guerra al terrorismo”. Per il governo turco in carica, Stato Islamico e Pkk sono sullo stesso piano. E non importa se i guerriglieri curdi combattono le posizioni jihadiste di Isis: l’obiettivo dei bombardamenti curdi sono le posizioni di Pkk in Irak.

QUESTIONI POLITICHE

Ma la questione non è solo di sicurezza. Il conflitto con i curdi ha preso una piega anche politica. Erdogan ha attaccato duramente il Partito Democratico dei Popoli (Hdp), di tendenza pro-curda, per il risultato delle ultime elezioni. L’Hdp ha ottenuto 80 seggi su 550, strappando la maggioranza assoluta che da anni godeva il partito Akp di Erdogan. Le autorità turche accusano l’Hdp di favorire le milizie di Pkk e potrebbe iniziare a breve un processo per terrorismo.

TRATTATIVE E SCADENZA

La scadenza per la formazione del nuovo governo è domani. Oggi pomeriggio ci sarà l’ultima riunione per le trattative tra il primo ministro turco Ahmet Davutoglu e il leader del Chp, Kemal Kiliçdaroglu.

Come va la guerra turco-americana contro Isis

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