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Si è svolto ieri a Firenze, presso la ben augurante Villa Agape sulle collina di Piazzale Michelangelo, il secondo convegno dei Popolari Toscani Europei che l’amico Franco Banchi, dopo l’incontro di Vallombrosa del 2013, testardamente continua a organizzare accomunato come noi dalla volontà di concorrere alla costruzione del nuovo soggetto politico laico, democratico, popolare, liberale, riformista, europeista, trans nazionale di ispirazione cristiana, alternativo al PD e inserito a pieno titolo nel Partito Popolare Europeo.

Questa in estrema sintesi la principale conclusione raggiunta, dopo un ampio dibattito nel quale sono intervenuti, tra gli altri, l’On Carlo Giovanardi per il NCD, l’On Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’UDC, l’On Vincenzo Niro, presidente del Consiglio regionale del Molise a nome dei Popolari per l’Italia di Mario Mauro e molti altri rappresentanti di movimenti e associazioni di ispirazione cristiana e liberali delle diverse province toscane.

Particolarmente importanti le testimonianze di Giovanardi e di Cesa, entrambi convinti della necessità di superare le vecchie etichette e gli ambiti delle antiche appartenenze per confluire insieme nel nuovo soggetto che dovrà nascere, non già dalla mera sommatoria degli attuali partiti, ma da un ampio movimento di base a livello territoriale finalizzato a costruire il soggetto politico nuovo, alternativo sia al renzismo rampante e inconcludente, sia al berlusconismo in progressivo declino che al grillismo senza speranza.

Come ho avuto modo di indicare nel mio intervento non si tratta tanto di guardare a coloro che hanno espresso il voto alle ultime elezioni europee, anche se molti di coloro che impauriti da Grillo hanno scelto la speranza di Renzi andranno riconquistati,  quanto piuttosto a quel 50% che non hanno votato. Essi sono largamente espressione di un ceto medio frustrato, avvilito, privato di una rappresentanza politica che, come un tempo fu la DC in grado di garantire, spetta ora a una nuova componente popolare credibile e rinnovata nella sua classe dirigente  saper offrire.

Ricostruire l’equilibrio spezzatosi tra i ceti medi e le classi popolari, sulla base di alcune parole chiave che servano a caratterizzare la nostra proposta politica: difesa della vita e della famiglia secondo i principi di equità, sussidiarietà e solidarietà, questa la nostra sfida.

Unanime il riconoscimento dell’anomalia istituzionale di un Parlamento di “nominati” sulla base di una legge dichiarata illegittima che vorrebbe assegnarsi il compito di riformare la Costituzione;  dei limiti di un governo di fatto monocolore PD, sostenuto dall’esterno da Forza Italia, e garantito dall’asse fiorentino Renzi-Verdini.

Quello stesso asse che ha portato a votare l’iniqua legge elettorale toscana, con la complicità interessata del M5S, il “toscanellum”, archetipo di quell’Italicum che resta il limite insuperabile per il permanere degli amici centristi nella pseudo  maggioranza di governo. Se Renzi e Berlusconi insistono su questo mostriciattolo partorito dal duo al Nazareno, non può che finire, salvo tendenze masochistico  suicide,  la collaborazione centrista.

Unanime la volontà di procedere alla convocazione di una nuova Camaldoli programmatica dei Popolari, alla costituzione di un comitato paritetico per la definizione delle regole attraverso cui procedere all’elezione dei delegati di base a quella che a fine anno dovrebbe costituire l’assemblea nazionale dei popolari italiani.

Essenziale organizzare in tutte le province e regioni italiane assemblee regionali dei popolari come quella già indetta a Vicenza per Venerdì 26 settembre, dove i rappresentanti dei Popolari x l’Italia, UDC, CDU, NCD, ADC, ALEF e di molti altri gruppi e associazioni di ispirazione cristiana e laico liberale e riformista si incontreranno per dar vita alla Costituente Popolare e Civica del Veneto, in preparazione delle prossime scadenze elettorali comunali e regionale e per facilitare il processo di ricomposizione dell’area popolare democratico cristiana in Italia.

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