Bruxelles resta in equilibrio precario: allinearsi agli Usa costerebbe caro alle industrie, aprirsi alla Cina aggraverebbe le tensioni transatlantiche. Intanto alcuni Paesi europei guardano a Pechino, che deve però bilanciare export e rapporti globali. L’analisi di Filippo Fasulo, co-head dell’Osservatorio geoeconomia e senior research fellow presso l’Osservatorio Asia di Ispi
Dalla Rivista
Vertice Trump‑Xi senza svolta? Il piano quinquennale spiega la strategia cinese di lungo periodo
Il prossimo vertice bilaterale con tutta probabilità non produrrà una svolta sostanziale nei rapporti bilaterali, quanto un tentativo di regolare l’emergente mutua vulnerabilità nel settore economico e commerciale. Quali sono le conseguenze di questi sviluppi per l’Unione europea? L’analisi di Matteo Dian, professore associato di Politica internazionale dell’Asia orientale presso l’Università di Bologna
Da cosa nasce il (dis)equilibrio europeo tra Usa e Cina. Scrive Zeneli
La sicurezza europea è sempre più legata alla Cina: commercio e investimenti generano squilibri, con oltre un quinto delle importazioni Ue da Pechino e un deficit sopra i 400 miliardi. Sussidi, sovraccapacità e restrizioni su materie prime espongono a vulnerabilità. L’analisi di Valbona Zeneli, nonresident senior fellow presso Europe Center dell’Atlantic Council
Il commercio è la punta dell'iceberg, la vera sfida Usa-Cina è sistemica. L'analisi di Fatiguso
Il raggiungimento di un accordo credibile tra Usa e Cina sulle dinamiche commerciali potrebbe essere una prima pietra per ricostruire le fratture, per garantire quella stabilità necessaria a bilanciare un rapporto tra due culture profondamente diverse, in cui la distanza ideologica è diventata cruciale in uno scenario mondiale sempre più fragile. L’analisi di Rita Fatiguso, senior China correspondent de Il Sole 24 Ore
La rivalità tra Usa e Cina è l'asse centrale dell'ordine internazionale. Scrive Skylar Mastro
Se in passato la domanda era come mantenere il rapporto di sicurezza con Washington senza irritare Pechino, oggi essa diventa sempre più: come mantenere relazioni economiche con la Cina senza compromettere la relazione con gli Stati Uniti? Per rafforzare realmente la deterrenza nei confronti della Cina, sarebbe decisivo che Pechino percepisse la disponibilità concreta dei partner europei a sostenere i costi economici del de-risking. L’analisi di Oriana Skylar Mastro, center fellow presso Freeman Spogli institute for International studies e professoressa di Scienze politiche presso Stanford University
Incontro Trump-Xi, cosa c’è in gioco tra le parti. L'analisi di Fardella
Il confronto con la Cina viene interpretato non solo come una disputa commerciale, ma come parte di una più ampia correzione degli squilibri globali. Secondo questa lettura, gli Stati Uniti hanno assorbito eccessi di risparmio internazionali che hanno rafforzato il dollaro, indebolito la base industriale e distorto l’allocazione del credito. L’analisi di Enrico Fardella, direttore del progetto ChinaMed e associate director del Guarini Institute della John Cabot University
La sovranità digitale non si costruisce alzando muri. La riflessione di Ascani
Gli Usa spendono nell’innovazione quasi 700 miliardi di dollari in un solo anno, il mercato cinese punta a un valore di 1400 miliardi entro il 2030. L’Ue? Avanza ancora timidamente, con risorse che – seppur in aumento – continuano a essere esigue. L’analisi di Anna Ascani, vice presidente della Camera dei deputati
Dall’IA ai semiconduttori, linee guida per un’agenda transatlantica sulle tecnologie strategiche. Scrive Baldoni
Dai minerali critici all’IA, la sicurezza delle democrazie passa attraverso le supply chain trusted capaci di unire Europa e Stati Uniti contro coercizione geopolitica e concentrazioni private. Agire insieme è la condizione per mantenere governabili, attraverso istituzioni democratiche e responsabilità pubblica, tecnologie la cui complessità supererà la piena comprensione umana. L’analisi di Roberto Baldoni, senior advisor per le politiche tecnologiche e di cybersicurezza dell’ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti
Le vulnerabilità che riavvicineranno Washington e Bruxelles. L'analisi di Irdi
La relazione transatlantica potrebbe ritrovare un terreno comune non nella nostalgia dell’ordine liberale, ma in una politica industriale condivisa su alcuni snodi strategici. I materiali critici, in questo senso, sono uno dei pochi punti in cui interessi, vulnerabilità e incentivi convergono davvero. L’analisi di Beniamino Irdi, ceo presso Highground e senior fellow presso German marshall fund
La nuova geografia globale della robotica. L'analisi di Siciliano
Dalla manifattura degli anni Sessanta alla robotica di servizio, il settore vive una fase di espansione strutturale, come evidenzia il World robotics 2025 della International federation of robotics. L’Asia guida le nuove installazioni con la Cina in posizione dominante, mentre in Europa punta su un approccio centrato sulla persona come possibile vantaggio strategico. L’analisi di Bruno Siciliano, professore di Automatica e robotica presso l’Università di Napoli Federico II
















