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Da Garlasco a Netflix, come il true crime è diventato un'industria. I dati di Giordano

Il driver Garlasco ha avuto un’audience digitale dirompente non tanto perché metteva in discussione una verità processuale acquisita che ha portato, dopo due assoluzioni, alla condanna di Stasi, ma perché la riapertura dell’azione investigativa si è innestata in una bolla già matura, in una community uscita dall’auto-isolamento e che da anni produce contenuti che hanno incassato attenzione e milioni di visualizzazioni e interazioni. L’analisi di Domenico Giordano, ceo e data analyst di Arcadiacom.it

Cina o Stati Uniti? Vi spiego il valore geopolitico delle elezioni peruviane. L'analisi di Roy (Cfr)

Di Diana Roy

Le elezioni peruviane del 7 giugno hanno implicazioni geopolitiche ampie. Mentre Sánchez sostiene un rafforzamento dei rapporti con la Cina, Fujimori ha apertamente allineato la propria piattaforma agli Stati Uniti. Il risultato potrebbe quindi determinare un Perù che mantiene forti legami con la Cina oppure uno che cerca un allineamento più stretto con Washington. L’analisi di Diana Roy, editor per America Latina e immigrazione presso il Council on foreign relations

Da Petro al dopo Petro, così la Colombia cerca una rotta

Di Tiziano Breda

Le elezioni colombiane arrivano in un momento in cui l’amministrazione Usa sta intervenendo con l’obiettivo di favorire un riorientamento politico. Da un lato Washington guarda con interesse alla possibilità di un ritorno conservatore a Bogotà, dall’altro il candidato Iván Cepeda, vicino a Petro, dovrà prendere nota degli errori del suo predecessore, la cui reazione a Trump non ha fatto altro che aumentare le tensioni tra i Paesi. L’analisi di Tiziano Breda, analista senior per l’America Latina e i Caraibi presso Acled

La democrazia nell’era della superIA. Scrive Violante

Di Luciano Violante

La superIA accelera processi già presenti nella società digitale, aumentando capacità e dipendenza dalle macchine. Emerge oggi la necessità di nuove regole per evitare derive politiche, cognitive e sociali, senza bloccare l’innovazione. La riflessione di Luciano Violante, presidente Futuri possibili, Associazione per la formazione del capitale umano

L'economia sarà l'elefante nella Città proibita. Il punto di Forchielli

La visita di Trump a Pechino si inserisce in un triangolo in cui nessuno mira davvero a “disinnescare” la competizione, ma tutti cercano di renderla più gestibile. Per la Cina, è l’occasione di rafforzare la narrativa di una potenza assediata che risponde con più autosufficienza e più controllo statale. Per gli Stati Uniti, è un tentativo di codificare un decoupling selettivo che salvaguardi il vantaggio tecnologico senza precipitare in una recessione globale. L’analisi di Alberto Forchielli, managing director presso Mindful capital ventures

Per contenere il Dragone serve un G7+. La proposta di Pelanda

Di Carlo Pelanda

L’amministrazione Trump sta tentando di rimpicciolire l’area di influenza cinese in sud America, Africa, Medio Oriente, nonché di staccare Mosca da Pechino. La Cina a conduzione Xi sta cercando di assorbire questa offensiva mostrando un’apparente assenza di reazione, ma sta accelerando un riarmo competitivo e scommettendo su uno scenario di rifiuto della conduzione Trump nel mondo e in America. L’analisi di Carlo Pelanda, professore di Economia presso UniMarconi

La guerra dei dazi spinge la Cina verso l’Europa? L'interrogativo di Fasulo

Di Filippo Fasulo

Bruxelles resta in equilibrio precario: allinearsi agli Usa costerebbe caro alle industrie, aprirsi alla Cina aggraverebbe le tensioni transatlantiche. Intanto alcuni Paesi europei guardano a Pechino, che deve però bilanciare export e rapporti globali. L’analisi di Filippo Fasulo, co-head dell’Osservatorio geoeconomia e senior research fellow presso l’Osservatorio Asia di Ispi

Vertice Trump‑Xi senza svolta? Il piano quinquennale spiega la strategia cinese di lungo periodo

Di Matteo Dian

Il prossimo vertice bilaterale con tutta probabilità non produrrà una svolta sostanziale nei rapporti bilaterali, quanto un tentativo di regolare l’emergente mutua vulnerabilità nel settore economico e commerciale. Quali sono le conseguenze di questi sviluppi per l’Unione europea? L’analisi di Matteo Dian, professore associato di Politica internazionale dell’Asia orientale presso l’Università di Bologna

Da cosa nasce il (dis)equilibrio europeo tra Usa e Cina. Scrive Zeneli

Di Valbona Zeneli

La sicurezza europea è sempre più legata alla Cina: commercio e investimenti generano squilibri, con oltre un quinto delle importazioni Ue da Pechino e un deficit sopra i 400 miliardi. Sussidi, sovraccapacità e restrizioni su materie prime espongono a vulnerabilità. L’analisi di Valbona Zeneli, nonresident senior fellow presso Europe Center dell’Atlantic Council

Il commercio è la punta dell'iceberg, la vera sfida Usa-Cina è sistemica. L'analisi di Fatiguso

Di Rita Fatiguso

Il raggiungimento di un accordo credibile tra Usa e Cina sulle dinamiche commerciali potrebbe essere una prima pietra per ricostruire le fratture, per garantire quella stabilità necessaria a bilanciare un rapporto tra due culture profondamente diverse, in cui la distanza ideologica è diventata cruciale in uno scenario mondiale sempre più fragile. L’analisi di Rita Fatiguso, senior China correspondent de Il Sole 24 Ore

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