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Dopo il ritiro dall’Afghanistan, serve una riflessione accademica. La proposta del prof. Coticchia (UniGe)

Di Fabrizio Coticchia

Molti Paesi, gli Usa ma non solo, hanno investito ingenti risorse economiche per promuovere una riflessione strutturata relativa al coinvolgimento militare in Afghanistan. Il professor Fabrizio Coticchia, professore associato di Scienza politica all’Università di Genova, spiega perché l’Italia dovrebbe fare lo stesso

Leonardo rilancia la crescita. Parola di Profumo

Obiettivi di crescita raggiunti e confermati. L’ad di Leonardo, Alessandro Profumo, ha presentato alla Camera il piano industriale, dal processo di consolidamento sul fronte europeo (con Hensoldt) al contributo al Pnrr, a partire dalla digitalizzazione della Pubblica amministrazione. E su Drs…

Il Pentagono cancella Jedi. Così Amazon la spunta su Microsoft

La battaglia di Amazon contro l’assegnazione a Microsoft di uno dei più importanti contratti della Difesa americana (Jedi) ha costretto il Pentagono alla sua cancellazione. Il confronto con la Cina richiede velocità, e così l’attenzione si sposta su un altro progetto (Jwcc), incentrato sul cloud e aperto a più fornitori

Emirati, è ora di ricucire lo strappo. Ecco cosa ha detto Guerini

La base di Al Salem, in Kuwait, è “divenuta centro nevralgico delle nostre capacità di supporto strategico nella regione”, ha detto Lorenzo Guerini oggi in Parlamento. Lo è divenuta anche per lo sfratto dalla base di Al Minhad negli Emirati, frutto dell’insofferenza di Abu Dhabi per la gestione italiana dell’export della Difesa. Ci sono però “azioni diplomatiche in corso”, a partire dall’alleggerimento delle condizioni richieste alle vendite per Emirati e Arabia Saudita. E intanto Di Maio spiega cosa è successo sulle autorizzazioni…

Via dall’Afghanistan e occhi sulla Libia. La linea di Di Maio e Guerini

I ministri di Esteri e Difesa hanno presentato alle commissioni competenti di Senato e Camera la delibera sulle missioni per il 2021. C’è un nuovo impegno a Hormuz, la conferma per la Libia (con l’auspicio di potenziare Irini) e il leggero aumento della presenza nel Sahel. Preoccupa l’Afghanistan…

Export della Difesa. Il messaggio (timido) dell'Italia per ricucire con gli Emirati

Una nota dell’Uama, l’ufficio della Farnesina responsabile per le autorizzazioni alle esportazioni, segnala che dal 30 giugno 2021 “non è più richiesta la clausola dell’Euc rafforzato per le esportazioni verso Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti”. È un passo per ricucire i rapporti con Abu Dhabi dopo la tensione originata dallo stop alle licenze già rilasciate sulle vendite di sistemi d’arma, culminata nello sfratto dalla base di Al Minhad. Tutti i dettagli con il commento dell’esperto Michele Nones

Libano al collasso. E Israele offre aiuto (via Unifil)

“Il Libano è sull’orlo di un disastro”, ha detto il premier Hassan Diab chiedendo l’intervento della comunità internazionale. Ha risposto Benny Gantz: Israele offrirà aiuto, anche per evitare che le vulnerabilità economiche e sociali nel Paese dei cedri lascino più spazio alle penetrazioni dell’Iran (via Hezbollah). Gli aiuti passeranno per Unifil, la missione al comando del generale Stefano Del Col, per cui l’Italia si appresta ad aumentare la partecipazione (anche navale)

Il ritiro dall’Afghanistan non sia un abbandono. Scrive Elisabetta Trenta

Il ritiro dall’Afghanistan è compiuto, ma il Paese è lontano dalla pace. Intanto la Turchia aspira a prendere il posto degli americani, prospettiva che per noi potrebbe non essere delle più gradevoli. Il commento di Elisabetta Trenta, già ministra della Difesa

Libia, Hormuz e Sahel. Tutti i numeri delle missioni italiane

Per la missione in Libia si conferma un dispiegamento massimo di 400 unità. Nel Sahel la partecipazione a Takuba sale a 250 unità, mentre nel Golfo di Guinea si passa da una a due navi per contrastare la pirateria. Per lo Stretto di Hormuz l’impegno di Emasoh vale 193 unità. Tutti i numeri della delibera missioni 2021, approdata in Parlamento

Il budget militare fa discutere la Francia. Ecco perché

Il governo francese è andato pesantemente sotto al Senato (236 contrari e 43 favorevoli) sulla dichiarazione del primo ministro Castex sulla Legge di programmazione militare, voluta da Macron sin dal 2017. La ministra Parly ha paventato un “complotto politico”, secondo il deputato repubblicano de La Verpillière. Ma le critiche sono sulla trasparenza…

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