L'accordo tra Fiat e Chrysler è stato "benedetto" dalle borsa e dalla stampa italiana, che lodano l'operazione con cui il gruppo automobilistico torinese ha acquisito il 100% dell'azienda statunitense. Ma dopo l'abile azione finanziaria del manager Sergio Marchionne (nella foto) sono molti gli interrogativi aperti sulla presenza del gruppo nel Paese. A crederlo è Marco Cobianchi, saggista e giornalista di…
Economia
Il mio plauso ragionato al colpaccio americano di Marchionne. Parla Palombella (Uilm)
Un’occasione positiva che apre il futuro di Fiat a scenari mondiali, nella consapevolezza che non sarà sufficiente ragionare su stabilimenti e modelli ma andrà compiuto un passo in avanti anche sul piano "ideologico". E’ la fotografia dell’accordo con cui Sergio Marchionne ha conquistato il 100% di Chrysler scattata per Formiche.net da Rocco Palombella, segretario generale della Uilm che alla Fiom…
Fiat, ecco gli effetti di Chrysler sugli stabilimenti italiani del Lingotto
Diventare un costruttore di auto globale. La mission futura con cui Sergio Marchionne ha commentato il colpo da biliardo con cui Fiat è salita al 100% di Chrysler, indica apertamente quali saranno gli scenari successivi all'operazione conclusa con il Veba trust, il fondo sanitario del sindacato dell’auto Usa. Ovvero cosa si produce e si produrrà negli stabilimenti italiani, quali saranno…
Ecco il mercato che troverà Fiat-Chrysler
Si parla poco di ripresa di mercati dell'automotive in Italia. Ma occorre ricordare che l'Italia è l'ultimo tra i grandi mercati europei a non crescere; che un mercato italiano "normale" (o fisiologico) si situa nei dintorni di 1 milione e 900mila unità (mercato automobilistico): ne mancano 700mila...; che centinaia di migliaia, tra gli acquirenti potenziali che rinunciano all'acquisto, arrivano al…
Tutti i peana a Marchionne e le sfide per la Fiat
CHE COSA PREVEDE L’INTESA L’intesa prevede un’erogazione straordinaria che Chrysler pagherà a tutti i soci, per un totale pari a circa 1,9 miliardi di dollari. Fiat pagherà in cash, invece, l’altra parte, 1,75 miliardi di dollari, e lo farà utilizzando la liquidità disponibile: non è previsto infatti un aumento di capitale da parte del Lingotto, che quindi non chiederà risorse…
L'affarone di Fiat con Chrysler
La rassegna stampa è presa da Good Morning Italia e pubblicata con licenza Creative Commons. Per ricevere Good Morning Italia ogni mattina, direttamente sulla propria email, è possibile abbonarsi gratuitamente cliccando qui. FIAT SI COMPRA CHRYSLER Fatto l’accordo tra Fiat e il sindacato americano Veba: per 3,65 miliardi di dollari gli Agnelli acquisiscono il 41,5% e hanno così tutte le azioni del gruppo. Marchionne:…
Fiat, Bmw, Peugeot e Renault, chi sfreccerà di più nel 2014
In controtendenza con l’industria globale, il 2014 potrebbe riservare piacevoli sorprese per il settore dell’auto, ma non per la Fiat. Parola di Exane Bnp Paribas, che ha diffuso – pochi giorni prima dell'annuncio di ieri dell'acquisizione totalitaria di Chrysler da parte di Fiat – uno studio di settore dell’auto in Europa assegnando le pagelle alle principali case. LA CLASSIFICA Promosse,…
Idee, proposte e invettive di Antonio Rinaldi, l’europeista anti-euro
Rivendica l’identità di europeista che si batte contro la moneta unica. Sogna un centro-destra emancipato dal rigore di bilancio targato Angela Merkel e aperto alle politiche espansive propugnate da Paul Krugman. Ai suoi occhi la ragione della crisi italiana non risiede nella montagna del debito e della spesa pubblici, bensì nell’ancoraggio soffocante ai parametri finanziari di Maastricht e del Fiscal…
2014, incognita euro
La parola chiave dell'anno borsistico appena trascorso è «tapering». Una vera e propria ossessione, capace di oscurare qualsiasi altra preoccupazione. Lo evidenzia benissimo l'andamento dell'indice Ftse Mib di Piazza Affari. Quando il 22 maggio il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke ha annunciato l'intenzione di iniziare il processo di uscita dal programma di acquisto di asset che avveniva al ritmo…
Vi spiego perché la web tax all'italiana può essere un flop. Parla Carelli (Confindustria)
Tassare i giganti della Rete è cosa buona e giusta. Ma la web tax all'italiana rischia di essere un flop. A crederlo è Emilio Carelli, vicepresidente di Confindustria Radio-tv, fondatore di Sky Tg24, e volto storico del Tg5 di Enrico Mentana, che in una conversazione con Formiche.net spiega perché per riequilibrare il mercato dell'audiovisivo e il settore dell'informazione considera prioritario…















