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Telecamere o cavalli di Troia? Gli strumenti dual use che allarmano le intelligence

La ricostruzione del Financial Times sull’uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei riporta all’attenzione un caso già noto: gli strumenti che si trovano per le strade sono davvero così sicuri? Nel caso di Teheran sono stati manomessi dopo l’installazione, ma quelle prodotte da aziende cinesi sotto accusa possono essere pensate per spiare la popolazione. Un avvertimento per tutti, soprattutto per l’Italia

Tutti i rischi (anche per l'Italia) dell'abbraccio fra Merz e Xi

Nel 2025 il deficit commerciale della Germania con la Cina ha raggiunto la cifra record di 89 miliardi per cui qualcuno si sarebbe aspettato un altro atteggiamento da parte del cancelliere, anche alla luce della crisi della Mercedes che impatta sulla recessione. Le industrie tedesche sono preoccupate perché la Cina non sfida più solo le auto teutoniche, ma ora anche altri segmenti industriali che sono il pilastro del Paese (e dei tessuti industriali connessi di altri Paesi, come ad esempio l’Italia)

Nuovo caso di spionaggio in Portogallo. Nel mirino documenti Nato

Obiettivi Nato nel mirino delle intelligence straniere: un arresto a Lisbona, dopo il colonnello greco e i casi a Cipro, che mescolano business, geopolitica e nuove alleanze. Nel frattempo Teheran mette nel mirino Nicosia, che rafforza la rete dei Paesi filo-israeliani nel Mediterraneo

Come governare l’innovazione del XXI secolo. Il nuovo paradigma spiegato da Shivakumar (Csis)

Di Sujai Shivakumar

Sujai Shivakumar, senior fellow e direttore del programma Renewing american innovation presso il Center for strategic and international studies (Csis), analizza i limiti del modello tradizionale dell’innovazione e la necessità di una strategia sistemica che integri ricerca, manifattura e cooperazione transatlantica per affrontare la competizione globale

Il Patto di Monaco, così Washington spinge l’Europa verso le riforme necessarie (oltre la difesa)

La Conferenza di Monaco evidenzia una nuova fase nei rapporti euro‑atlantici: Washington sollecita l’Europa ad accelerare riforme strutturali che vadano oltre la difesa, mentre Bruxelles riafferma l’esigenza di un approccio comune per affrontare le sfide del nuovo ordine globale

Asse euroatlantico e niente sponde alla Cina. Da Monaco Rubio riapre il dialogo con l'Ue

Rubio ha reso omaggio alla cultura e al patrimonio europeo e al contempo ha negato che l’amministrazione Trump voglia indebolire la Nato. Per cui, al netto della riforma che l’Ue deve realizzare per il proprio futuro, è questa la traccia da seguire. Sulla Cina ha spiegato che Washington desidera avere un impatto positivo, anche se permangono “sfide a lungo termine che dovremo affrontare e che saranno irritanti”

Nemiche, anzi no. Cosa ci dice il ritiro di alcune aziende cinesi dalla blacklist degli Usa

Venerdì mattina il Pentagono aveva inserito Alibaba, Baidu, Byd e altre società nell’elenco delle società che supportano l’esercito della Cina. Un’ora dopo, la lista era scomparsa. Probabilmente a Washington hanno immaginato la reazione di Pechino

Come garantire la sicurezza nel mondo delle grandi potenze? Le risposte da Monaco

Si apre la conferenza di Monaco: quando Merz sottolinea che, in futuro, Pechino potrebbe trovarsi sullo stesso piano degli Stati Uniti in termini militari tocca il tema centrale nelle dinamiche non solo euroatlantiche, ma soprattutto indopacifiche. Il cancelliere ha avvertito che la Cina “sfrutta sistematicamente le dipendenze altrui” e sta “ridefinendo l’ordine internazionale a proprio favore”. La risposta europea non può che ritrovarsi in una strategia di lungo respiro che poggi su una realtà chiamata Nato

Droni, difesa e segreti Nato. La doppia vita del colonnello greco che spiava per la Cina

Due mesi fa la CIA ha informato l’ EYP della fuga di notizie sensibili riguardanti la NATO. Quinto arresto in un anno: il colonnello è stato colto mentre accedeva via Qr code a file riservati su piani operativi e movimenti militari. I servizi greci, che ne tracciavano attività e contatti con la Cina, hanno agito in anticipo dopo aver scoperto che stava reclutando altri colleghi per lo spionaggio

Sulle terre rare serve concorrenza e libero mercato contro il monopolio cinese. La linea di Tajani

È significativa la presenza del ministro degli esteri Antonio Tajani a Washington in occasione della coalizione internazionale sui minerali critici. Cinquanta Paesi, tra cui Regno Unito, Giappone, Australia, Nuova Zelanda, India, Corea del Sud, Israele (oltre all’Ue rappresentata commissario europeo Stéphane Séjourné) hanno deciso di non foraggiare più uno status quo che, di fatto, è incorniciato nel monopolio cinese

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