Esiste una stretta connessione tra l’economia e gli sviluppi geopolitici: l’accordo in questione tra stato e aziende private rappresenterà un supporto oggettivo, anche ad appannaggio del Cairo. Oggi la novità è rappresentata dalla firma di un accordo tra Chevron e l’operatore statale Israel Natural Gas Lines per dare il via alla costruzione di Nitzana, gasdotto che trasporterà il gas dal giacimento Leviathan fino in Egitto…
Israele
Accordo sul gas tra Israele e Azerbaigian. Cosa può cambiare nel Mediterraneo
Accordo sul gas offshore tra Israele e l’azera Socar, modello di alleanze che può dare cenni di stabilità in un contesto al contempo strategico e altamente permeabile alle influenze esterne
Non solo Gaza, tutte le preoccupazioni sulla crisi in Siria
Erdogan, già legato al governo di transizione, sta impiegando numerosi mezzi e uomini per sostenere l’unità territoriale, fornendo interventismo contro le Ypg. Queste ultime incarnano il braccio siriano del gruppo terroristico Pkk, che il presidente turco ha silenziato tramite le pressioni su Ocalan. Un puzzle che in Siria avrà un punto di caduta significativo. E la reazione di Netanyahu non si fa attendere
Energia e guerra. Ecco perché il no al gas israeliano potrebbe aiutare la Russia
Se l’Egitto proseguisse sulla strada del no al gas israeliano, aumenterebbe al contempo le preoccupazioni americane sul possibile riavvicinamento a big player come Cina e Russia. Questo elemento riguarda anche le cancellerie europee, perché se è vero che Il Cairo è in trattative con Mosca per la realizzazione di terminali di gas naturale liquefatto sul territorio egiziano, davvero si rischierebbe di far rientrare quest’ultima nella partita energetica
Cos’è il Cyber Dome a cui lavorano Germania e Israele
La Germania, forte della sua storica alleanza con Israele, intende creare un Cyber Dome attraverso un centro di ricerca cibernetica congiunto e un piano in cinque punti che rafforza le difese informatiche, l’intelligence, la protezione anti‑drone e i sistemi di protezione civile, per rispondere alle nuove minacce globali
Il capo rompe il silenzio. Così il Mossad rivendica il successo contro l’Iran
Per la prima volta, Barnea interviene pubblicamente sull’operazione condotta in Iran. Con parole dure e toni strategici, rivendica i risultati ottenuti grazie a infiltrazioni, droni e intelligence. Focus ora sulla prevenzione e sulla pressione diplomatica nella regione
Il legame tra Hezbollah e l’Iran si sta incrinando? L’analisi del prof. Teti
Recenti attacchi a installazioni iraniane non hanno visto una risposta militare da parte di Hezbollah, che ha preferito limitarsi a dichiarazioni di solidarietà. La scelta riflette vulnerabilità strategiche e l’attuale priorità del gruppo: la propria sopravvivenza. L’analisi di Antonio Teti, professore dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara
Negoziati e dialogo, l'impegno di Meloni per il Medio Oriente in vista del Consiglio Ue
In occasione delle comunicazioni alla Camera in vista della riunione del Consiglio europeo del 26 e 27 giugno, la presidente del Consiglio ha esposto la traccia italiana non solo nella crisi mediorientale ma anche rispetto a tutti i temi sul tavolo internazionale che si intrecciano geopoliticamente all’Iran: ovvero Libia, Nato, Balcani, Ue. Punto di partenza il binomio tra dialogo e autorevolezza. “La nostra nazione potrebbe porsi come mediatore tra il Sahel e l’Occidente avviando un processo virtuoso e coordinato”
Cosa resta del nucleare iraniano dopo l'operazione Midnight Hammer
L’operazione americana “Midnight Hammer” ha colpito tre siti chiave del programma nucleare iraniano. Ma la valutazione dei danni è ancora in corso, tra incertezze sull’uranio arricchito e il ruolo cruciale dell’intelligence. Il precedente di Desert Fox insegna: per sapere davvero cosa è successo, ci vorrà tempo
Usa, Israele e Iran. La carta diplomatica dell’Italia spiegata dall’amb. Castellaneta
L’Italia, grazie all’iniziativa del ministro Tajani, si propone come ponte per rilanciare il negoziato sul nucleare iraniano e, in un contesto europeo improntato alla cautela, sceglie la strada della mediazione e della de-escalation, evitando coinvolgimenti militari e tutelando gli interessi nazionali legati a commercio ed energia. L’analisi dell’ambasciatore Giovanni Castellaneta















