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In Medio Oriente per tutti l'obiettivo è salvare la faccia. L'analisi di Castellaneta

Tra fake news, uranio intrasportabile e tregue appese a un filo, i conflitti contemporanei si combattono sempre più sul piano della narrazione. Un’analisi dei nodi irrisolti dal Golfo al Libano, e del ruolo che l’Italia e l’Europa possono ancora giocare. La riflessione dell’ambasciatore Giovanni Castellaneta

Dalla difesa antimissile alla guerra dei sistemi. Il caso Meads e il futuro della sicurezza

Di Giovanni Castellaneta e Pasquale Preziosa

Oggi, osservando i conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, vediamo con chiarezza che la guerra è diventata una competizione tra sistemi adattivi, interconnessi e persistenti. In questo contesto, la superiorità non si misura più nella capacità di distruggere di più, ma nella capacità di resistere meglio. Il Meads, in fondo, anticipava proprio questo. L’intervento dell’ambasciatore Giovanni Castellaneta e del generale Pasquale Preziosa

L'ora dell'opportunità per la Difesa italiana? La riflessione dell'amb. Castellaneta

La tregua con Teheran ha evitato lo scenario peggiore, ma non ha risolto nulla. La crisi ha mostrato il limite dell’azione americana e la necessità, per l’Europa, di dotarsi finalmente di una capacità autonoma di deterrenza. Il ragionamento dell’ambasciatore Giovanni Castellaneta

L'unità occidentale alla prova della guerra nel Golfo. L'analisi di Castellaneta

L’attacco iraniano a Diego Garcia segna un salto qualitativo nel conflitto e apre interrogativi sulla tenuta dell’equilibrio strategico globale. Ma il rischio più profondo è quello di una frattura sempre più ampia tra Stati Uniti ed Europa. L’analisi dell’ambasciatore Giovanni Castellaneta

Iran, e adesso cosa succede? Le ipotesi dell'amb. Castellaneta

Un Iran libero, in grado di rientrare nel consesso internazionale e di creare una cornice di sicurezza allargata nell’intero Medio Oriente, sarebbe un obiettivo gradito non solo da Israele ma in tutta l’area mediorientale e mediterranea. Anche per l’Europa questa situazione potrebbe essere estremamente vantaggiosa, consentendo di riallacciare rapporti economici che una volta erano strategici per entrambe le parti. Gli scenari di Giovanni Castellaneta, già ambasciatore in Iran e poi Stati Uniti

Verso un nuovo equilibrio. Castellaneta racconta la settimana a tutto Trump di Davos

Davos diventa il palcoscenico di una settimana che chiarisce la direzione impressa da Trump alla politica internazionale. Tra Groenlandia, Gaza e Ucraina emerge un approccio fondato sui rapporti di forza più che sulle regole condivise, con conseguenze dirette per alleati, istituzioni multilaterali e medie potenze. Il commento dell’Ambasciatore Giovanni Castellaneta

Tra Venezuela e Groenlandia, quale strategia per l'Europa? L'analisi dell'amb. Castellaneta

L’Europa deve agire in maniera rapida e compatta cercando di sviluppare una propria capacità di deterrenza per difendersi dall’aggressività di potenze esterne. Il governo italiano, che attraverso le dichiarazioni pragmatiche e realiste della premier Meloni e del ministro Tajani ha mostrato equilibrio, può svolgere un ruolo importante come uno dei Paesi fondatori della Nato e tra i più legati storicamente e culturalmente agli Stati Uniti. L’analisi dell’ambasciatore Giovanni Castellaneta

La sicurezza è un bene pubblico e l'Italia nel 2026 può essere in prima fila. Il bilancio di Castellaneta

Il mondo entra nel XXI secolo avanzato tra crisi del multilateralismo e conflitti diffusi. In questo quadro instabile, l’Italia ha mantenuto una politica estera prudente e credibile, rafforzando il proprio ruolo in Europa e nel sostegno all’Ucraina, con l’ambizione di essere protagonista nel 2026 su sicurezza e difesa. L’auspicio è ora che la fermezza del nostro Paese e dell’Ue favorisca un esito positivo dell’incontro in programma a Mar-a-Lago tra Trump e Zelensky. L’analisi dell’ambasciatore Giovanni Castellaneta 

Usa-Cina, chi ha vinto tra Trump e Xi? La lettura di Castellaneta

Dietro i toni trionfalistici di Washington e la calma apparente di Pechino, il vertice tra Donald Trump e Xi Jinping all’Apec di Seul ha prodotto più simboli che risultati. Una tregua commerciale utile a entrambi, ma che non cambia la natura strutturale della competizione tra le due potenze. Il commento dell’Ambasciatore Giovanni Castellaneta

Ucraina, perché per Trump è il momento dell'all-in. La versione di Castellaneta

Dopo l’incontro con Zelensky, Trump sente che è il momento di andare “all in” e di mettere nuovamente in atto la sua personalissima strategia diplomatica, che prevede di tenere in una mano il “martello” per picchiare duro e nell’altra un ramoscello di ulivo e un libretto degli assegni per blandire i propri interlocutori con la promessa di lauti investimenti, lucrosi per tutti. L’opinione dell’ambasciatore Giovanni Castellaneta

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