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Un problema chiamato veto. Orban blocca (ancora) le sanzioni a Putin

I massimi diplomatici europei sono “davvero sconvolti e frustrati” per l’ostruzionismo di Budapest. La conseguenza è non riuscire a ragionare a mente fredda sulle nuove sanzioni alla Russia e sul prestito a Kyiv. Tajani dice apertamente di non condividere lo strumento del veto, dal momento che, come è noto, Roma è favorevole al finanziamento di 90 miliardi e alla linea ultramaggioritaria all’interno dell’Unione europea. In vista conseguenze legali per Orban?

Addestramento e presenza ai tavoli negoziali. Il ruolo dell'Italia a Gaza spiegato da Tajani

In occasione delle comuicazioni alla Camera, il ministro degli esteri Tajani puntualiza la cornice dell’impegno di Roma: formare le forze di sicurezza palestinesi, dal momento che i Carabinieri non solo sono già attivi in Cisgiordania da oltre dieci anni attraverso la missione bilaterale Miadit, ma inizieranno presto in Giordania l’addestramento. Si tratta di un momento in cui si apre la fase più delicata del Piano Trump, che prevede il disarmo di Hamas, la smilitarizzazione della Striscia e l’avvio della ricostruzione, “sfide enormi, che richiedono un chiaro impulso politico e il più ampio e coeso sostegno della Comunità internazionale”

Sulle terre rare serve concorrenza e libero mercato contro il monopolio cinese. La linea di Tajani

È significativa la presenza del ministro degli esteri Antonio Tajani a Washington in occasione della coalizione internazionale sui minerali critici. Cinquanta Paesi, tra cui Regno Unito, Giappone, Australia, Nuova Zelanda, India, Corea del Sud, Israele (oltre all’Ue rappresentata commissario europeo Stéphane Séjourné) hanno deciso di non foraggiare più uno status quo che, di fatto, è incorniciato nel monopolio cinese

Passa dall'Italia la nuova stagione iraniana? Gli auspici di Salini

Le proteste scoppiate in Iran lo scorso 28 dicembre sono costate la vita a quasi 3500 persone ma il bilancio finale, secondo alcune Ong, rischia di raggiungere le 25mila vittime. Formiche.net ne ha parlato con l’europarlamentare di Forza Italia che da anni segue i dossier più sensibili, come difesa, sicurezza e politica estera. “Se c’è un Paese che ha sempre tentato di mantenere aperta la via del possibile dialogo, ad esempio anche attraverso relazioni commerciali, con l’Iran è proprio l’Italia”, afferma Massimiliano Salini

Venezuela, Iran, Ucraina, Gaza. Tajani spiega l'impegno del governo

In occasione della informativa urgente alle Camere, il titolare della Farnesina “racconta” le percezioni del governo su temi di stretta attualità come la crisi venezuelana, le piazze iraniane, il board di Gaza, l’Ucraina, passando per Artico, Sudan e Mercosur. Uno spaccato di azioni, riflessioni e decisioni che Roma sta affrontando

Da Gibuti l'impegno italiano sul Mar Rosso (grazie al Piano Mattei)

La visita di Antonio Tajani in Gibuti rimarca il ruolo italiano di primo piano nel Mar Rosso, in un momento in cui la protezione delle rotte commerciali è la priorità strategica per una serie di ragioni, economiche e politiche

Guerra ibrida e cybersecurity, come si rinnova la Farnesina

Il mondo è cambiato, ha spiegato il ministro degli Esteri Antonio Tajani presentando quella che dal prossimo mese di gennaio sarà una vera e propria rivoluzione a tutti gli effetti. La riforma della Farnesina rappresenta un pezzo molto significativo del puzzle politico messo in piedi dal governo

Il soft power del Piano Mattei e i nuovi progetti italiani in Africa

Lo strumento programmatico del Piano Mattei si somma ad una nuova stagione di rafforzamento della presenza italiana in Paesi nevralgici. Al momento l’Italia è rappresentata da una rete di 30 Ambasciate e di esperti per la sicurezza, l’ideale sarebbe incrementarla almeno del 20%. La missione di Tajani e Piantedosi non solo consolida la presenza italiana in un’area strategica per la sicurezza e la stabilità del Mediterraneo, ma ribadisce l’intenzione progettuale di Roma: ovvero usare il Piano Mattei per rimettere l’Africa al centro dei tavoli europei

Cibo e ricostruzione per Gaza, così l'Italia lavora per la stabilità del Medio Oriente

Una postura, quella di Roma, che già con il progetto Food for Gaza era stata messa in chiaro. Non a caso l’Italia ha provveduto a nominare l’attuale rappresentante speciale presso la Fao, Bruno Archi, come inviato speciale per la ricostruzione a Gaza. Un ulteriore segnale di come l’Italia intende essere protagonista, in questa prima fase sul piano umanitario e a seguire nel dossier ricostruzione

La diplomazia della crescita per fare dell'Italia l'ambasciatrice dell'America Latina in Ue

L’evento organizzato dalla Farnesina si colloca come una nuova occasione per il governo di distendere la propria strategia rispetto al concetto di Italia globale, anche alla luce dell’accordo Mercosur e dell’interlocuzione con Paesi dove Roma è percepita come alleato vicino

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