Non c’è un passo indietro da parte dell’Ue, come ha detto esplicitamente l’Alto rappresentante Kaja Kallas che ha stimolato i presenti a fare quadrato. Anche la cultura ha un ruolo, con il ministro Giuli a Leopoli. Nel frattempo droni ucraini colpiscono tre infrastrutture chiave per le esportazioni di petrolio greggio russo: Kyiv mira a limitare i profitti di Mosca derivanti dall’impennata dei prezzi del petrolio
ucraina
Droni e nuovi alleati. La missione strategica di Zelensky nel Golfo
In occasione del suo tour nei Paesi del Golfo, Zelensky punta ad una cooperazione strategica nel settore tecnico-militare che si tradurrà in un aiuto reciproco, come ad esempio il sostegno energetico dai Paesi del Golfo da un lato e i droni dall’altro. Nel mezzo i missili di difesa aerea che i Paesi del Golfo utilizzano per abbattere i droni iraniani e che potrebbero fare all’occorrenza di Kyiv
Hormuz e Ucraina, il G7 al lavoro per non dare vantaggi alla Cina
La ministeriale esteri in Francia si apre con l’ottimismo del segretario di Stato Usa che al G7 ha ribadito che Donald Trump è impegnato a raggiungere un cessate il fuoco e una soluzione negoziata alla guerra tra Russia e Ucraina il prima possibile. Certamente Rubio si trova ad affrontare anche un altro elemento: ovvero un’Europa scettica in un frangente non semplice per la crisi in Iran
Meloni su Iran invita a compattarsi per il bene comune. Il discorso al Senato
Nelle comunicazioni in Aula in vista del Consiglio europeo, la premier richiama ad una responsabilità collettiva, imprescindibile in un momento complicato come questo. L’Italia non è in guerra, il governo deve gestire uno dei tornanti più difficili della storia e serve compattezza, non polarizzazione
Siamo alla vigilia della terza crisi energetica in cinque anni? Risponde Nicolazzi
Covid, Ucraina e ora Iran: tre crisi che hanno impattato sull’energia e che vanno analizzate nelle loro peculiarità. Nel mezzo il ruolo delle infrastrutture esistenti (Tap e rigassificatori) e le dinamiche legate ai tempi dell’operazione Ruggito del leone. Il commento di Massimo Nicolazzi, economista, saggista e una lunghissima esperienza manageriale nel settore energetico
L'Ue del dopo Ucraina riparte da difesa e sicurezza
Numerosi sono i messaggi che in questa giornata i massimi rappresentanti delle istituzioni comunitarie hanno voluto lanciare, in occasione di eventi pubblici come la tavola rotonda ospitata presso la sede romana del Parlamento europeo o come la seduta odierna dell’eurocamera, in parte dedicata proprio alle riflessioni su quell’anniversario che, di fatto, ha cambiato le sorti del vecchio continente. Cosa si è detto all’evento “L’Ucraina e la Difesa dell’Europa”, organizzato in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina
Un problema chiamato veto. Orban blocca (ancora) le sanzioni a Putin
I massimi diplomatici europei sono “davvero sconvolti e frustrati” per l’ostruzionismo di Budapest. La conseguenza è non riuscire a ragionare a mente fredda sulle nuove sanzioni alla Russia e sul prestito a Kyiv. Tajani dice apertamente di non condividere lo strumento del veto, dal momento che, come è noto, Roma è favorevole al finanziamento di 90 miliardi e alla linea ultramaggioritaria all’interno dell’Unione europea. In vista conseguenze legali per Orban?
Nuovo caso di spionaggio in Portogallo. Nel mirino documenti Nato
Obiettivi Nato nel mirino delle intelligence straniere: un arresto a Lisbona, dopo il colonnello greco e i casi a Cipro, che mescolano business, geopolitica e nuove alleanze. Nel frattempo Teheran mette nel mirino Nicosia, che rafforza la rete dei Paesi filo-israeliani nel Mediterraneo
Mobilità militare e difesa collettiva. Dal Forum di Vilnius soluzioni verso il 2030
In occasione del Forum sulla mobilità e la resilienza militare a Vilnius sono emerse due esigenze: snellire le procedure che ancora oggi impediscono la rapidità di truppe su suolo europeo e legare politicamente i tre temi in ballo (Nato, difesa europea e atlantismo). Presenti anche gli italiani Raffaele Fitto e Mario Mauro. “Quando investiamo in infrastrutture a duplice uso – corridoi ferroviari, terminal, ponti, porti – non scegliamo tra difesa ed economia. Rafforziamo entrambe” ha detto l’ex ministro della difesa italiano.
Generatori elettrici e non solo, così l'Italia è al fianco dell'Ucraina
Non solo strumenti ad hoc, anche il Parlamento prosegue il suo sforzo pro-Ucraina tanto che nella settimana dal 17 al 19 febbraio il Senato esaminerà il decreto legge sull’invio di materiale militare a Kyiv, come deciso dalla Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama
















