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Dai semiconduttori all’Africa. Tutte le intese tra Roma e Seul

L’incontro tra Giorgia Meloni e Lee Jae Myung eleva i rapporti Italia-Corea a partenariato strategico speciale, con focus su chip, IA, industria e sicurezza e un piano d’azione 2026-2030

Una Schengen militare e stop al protagonismo francese. Le priorità della difesa Ue secondo Donazzan

“Abbiamo ereditato politiche dei governi di sinistra che hanno depotenziato tutta la struttura della difesa italiana dal punto di vista della motivazione e degli investimenti. La forza dei ragionamenti portati avanti in Europa da Ecr è quella di leggere le sensibilità dei singoli paesi che compongono l’Europa, senza volere in questo caso una taglia unica per la difesa comune”. Intervista all’eurodeputato meloniano in occasione del meeting Ecr a Riga.

Il puzzle a Kyiv si risolve con l’inviato Ue, non con i minivertici. Meloni in aula

Nelle comunicazioni al Parlamento, la premier richiama Bruxelles ad un maggior pragmatismo, certa che la soluzione alla guerra va ritrovata in una voce unitaria europea che prenda decisioni

Russia e Ucraina, l’Ue accelera su sanzioni e allargamento. La sfida a Mosca

La novità si ritrova nella nazionalità dell’eventuale negoziatore: dopo i nomi di Schroeder e Abramovich fatti circolare negli ultimi giorni, secondo il quotidiano russo Vedomosti l’eventuale negoziatore dell’Unione europea nei colloqui con la Russia potrebbe essere francese o italiano. La fonte che ha ispirato la ricostruzione del foglio moscovita aggiunge che qualsiasi negoziato tra Russia e Ue sarà fattibile solo in caso di cessate il fuoco in Ucraina

Industria, marittimi, aeronautica. Meloni sprona l'Ue sull'Ets

La deindustrializzazione europea a vantaggio della Cina va evitata, chiedono gli industriali, con l’appoggio di Roma secondo cui il sistema Ets “rappresenta un’ulteriore tassa a carico delle imprese europee, con effetti sui costi di produzione e sulla competitività”. Due comparti come quello marittimo e aeronautico sulle posizioni italiane. Video call di Meloni con Merz e De Wever

L’Ue appoggia il dialogo Kyiv‑Mosca, ma il Cremlino resta ambiguo

Come spesso accade da quattro anni a questa parte, Putin sceglie di usare bastone, carota e poi ancora bastone. Dopo il sì al tavolo diplomatico ha ribadito che le sue truppe avanzano sul campo di battaglia ogni giorno, aggiungendo che le proposte di pace del presidente statunitense potrebbero far cessare i combattimenti se Kyiv fosse disposta a scendere a compromessi

Il lodo Fitto come garanzia strategica. Scrive Mauro

Chi voglia guardare al tentativo che sta facendo il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto come ad una soluzione di ripiego, a fronte di questioni di principio che non è possibile coniugare come il rigore nei bilanci, è lontano mille miglia dalla realtà. E ne spiego la ragione. La riflessione di Mario Mauro, Coordinatore Ue per i corridoi di trasporto del Baltico, del Mar Nero e dell’Egeo

Dall'Ucraina alla difesa europea, ecco la strategia di Losacco per la Nato

La Nato continua a rappresentare uno strumento indispensabile di pace, sicurezza e deterrenza, in un contesto internazionale segnato da crisi e conflitti: “Le sfide che abbiamo davanti sono tre: rafforzare la capacità di deterrenza dell’Alleanza, consolidare il contributo europeo alla sicurezza comune e migliorare la qualità della spesa per la difesa. Conversazione con il senatore democratico, eletto vicepresidente dell’Assemblea Parlamentare Nato

Ucraina sì, ma dopo i Balcani. L'allargamento dell'Ue secondo Tajani

Da Cipro il ministro degli Esteri, in occasione del Consiglio Ue Affari esteri sulla concessione dello status di Paese associato all’Ue, conferma la postura italiana su Kyiv ma senza dimenticare i Balcani, con cui l’Italia ha un impegno ideale e politico. Ma cosa ha in mano Bruxelles? Le sanzioni, un’arma economica e politica “che porterà sicuramente l’Europa a sedersi al tavolo”

Starmer sempre più solo, anche Blair critica i laburisti

Dalle frequenze radiofoniche del programma Today di BBC Radio 4, Blair ha dichiarato che “è possibile che stiamo per avere il settimo primo ministro in 10 anni: un Paese serio non può permettersi una cosa del genere, la cosa bizzarra della situazione attuale è che stiamo tutti parlando di politica quando la cosa fondamentale è parlare di politiche. Se non si decide quale sarà la propria linea politica, non ha senso cambiare il leader”

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