Sia sull’energia che sulla questione cipriota con la Turchia, la voce di Roma potrà essere preziosa. Intanto a Cipro si sta muovendo l’americana Chevron, con i quattro cantieri di fabbricazione che dovrebbero aggiudicarsi un prestigioso contratto per la costruzione di una grande unità di produzione galleggiante. Inoltre il solido rapporto che Meloni ha costruito con Erdogan è interessante anche in chiave futura, dal momento che abbraccia le relazioni industriali, geopolitiche e africane
Ue
L'Ue del dopo Ucraina riparte da difesa e sicurezza
Numerosi sono i messaggi che in questa giornata i massimi rappresentanti delle istituzioni comunitarie hanno voluto lanciare, in occasione di eventi pubblici come la tavola rotonda ospitata presso la sede romana del Parlamento europeo o come la seduta odierna dell’eurocamera, in parte dedicata proprio alle riflessioni su quell’anniversario che, di fatto, ha cambiato le sorti del vecchio continente. Cosa si è detto all’evento “L’Ucraina e la Difesa dell’Europa”, organizzato in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina
Un problema chiamato veto. Orban blocca (ancora) le sanzioni a Putin
I massimi diplomatici europei sono “davvero sconvolti e frustrati” per l’ostruzionismo di Budapest. La conseguenza è non riuscire a ragionare a mente fredda sulle nuove sanzioni alla Russia e sul prestito a Kyiv. Tajani dice apertamente di non condividere lo strumento del veto, dal momento che, come è noto, Roma è favorevole al finanziamento di 90 miliardi e alla linea ultramaggioritaria all’interno dell’Unione europea. In vista conseguenze legali per Orban?
O si fa l’Europa o è il declino. Il monito di Manciulli
L’Europa rischia di essere soverchiata da un mondo che sa usare la forza e la capacità strategica. Non dobbiamo correre questo rischio. Bisogna sapere che o l’Europa è in grado di rilanciare la Nato e l’Occidente rilanciando sé stessa e prendendosi delle responsabilità, oppure rischia di sprofondare nel declino. Intervista ad Andrea Manciulli, direttore delle Relazioni istituzionali della fondazione MedOr
Mobilità militare e difesa collettiva. Dal Forum di Vilnius soluzioni verso il 2030
In occasione del Forum sulla mobilità e la resilienza militare a Vilnius sono emerse due esigenze: snellire le procedure che ancora oggi impediscono la rapidità di truppe su suolo europeo e legare politicamente i tre temi in ballo (Nato, difesa europea e atlantismo). Presenti anche gli italiani Raffaele Fitto e Mario Mauro. “Quando investiamo in infrastrutture a duplice uso – corridoi ferroviari, terminal, ponti, porti – non scegliamo tra difesa ed economia. Rafforziamo entrambe” ha detto l’ex ministro della difesa italiano.
Board per Gaza, l'Italia è al tavolo americano. Chi ci sarà e chi no
Il “board of peace” per Gaza è pronto al varo e vedrà la prima riunione giovedì prossimo a Washington: la Commissaria europea Suica sarà presente nella sua veste di responsabile per il Mediterraneo e l’Italia sarà presente come osservatore. Per questa ragione il ministro degli esteri Antonio Tajani sarà audito oggi davanti alle commissioni Esteri e Difesa del Senato e in Aula alla Camera
Il Patto di Monaco, così Washington spinge l’Europa verso le riforme necessarie (oltre la difesa)
La Conferenza di Monaco evidenzia una nuova fase nei rapporti euro‑atlantici: Washington sollecita l’Europa ad accelerare riforme strutturali che vadano oltre la difesa, mentre Bruxelles riafferma l’esigenza di un approccio comune per affrontare le sfide del nuovo ordine globale
In Ue si può cambiare rotta, la revisione dell'Ets lo dimostra. Parola di Procaccini
“È come scavare una buca e poi utilizzare la stessa terra per riempirla. Positivo che governi come quello italiano e tedesco stiano sollevando con forza il tema della competitività europea e della necessità di correggere gli eccessi del Green Deal. Ora spetta alle istituzioni europee dimostrare di saper ascoltare e correggere la rotta”. Conversazione con il copresidente dei Conservatori europei Nicola Procaccini
Vi spiego come la fase operativa del Piano Mattei avvicina Africa, Italia e Ue. Parla Menia (FdI)
“L’Agenda africana 2063 presenta degli obiettivi, gli stessi che si ritrovano nella piattaforma immaginata dal Piano Mattei. La convergenza di mete è il vero jolly di questa due giorni etiope: il know-how, le tecnologie, gli investimenti sono solo alcuni degli strumenti che l’Italia sta mettendo in campo, ma senza la regia di insieme del governo non avrebbero senso: è questa la principale novità”. Conversazione con il vicepresidente della commissione Esteri/Difesa del Senato
Così Italia, Ue e Africa sono legate per sempre. Meloni all'Unione Africana
Ospite d’onore alla 39a sessione ordinaria dell’Assemblea dell’Unione Africana ad Addis Abeba, la premier traccia una visione complessiva delle relazioni con l’Africa da cui emerge un elemento: il piano Mattei e la nuova stagione di relazioni è un grande successo non solo per Meloni ma per l’Italia. Di fatto Roma è entrata nella storia dell’Africa
















