Il Forum strategico Italia-Polonia che si è svolto oggi a Roma ha dato profondità a una serie di riflessioni legate alla geopolitica e agli investimenti, anche in ottica europea. I due Paesi camminano insieme su difesa, Nato, spazio, Medio Oriente e Ucraina. Il ministro Sikorski, accolto da Tajani, ha ringraziato Meloni per le parole di ieri su Kyiv
Ue
Ecco come cresce il ruolo di Cipro tra gas e difesa
Domani il Consiglio europeo sull’isola: Cipro e il Mediterraneo possono vedere crescere il proprio peso specifico, al pari dell’influenza di Usa e Golfo, e ciò al di là del coinvolgimento nella querelle iraniana. È l’energia la vera cartina di tornasole da cui far dipendere alleanze e progetti, strategie e nuovi indirizzi, anche in considerazione del fatto che resta in piedi il progetto del mini gasdotto tra Cipro e Israele, nelle intenzioni “soluzione tampone” per ovviare al mancato accordo sul gasdotto EastMed
Emergenza carburante e missione nello Stretto. La doppia sfida (anche italiana) a Cipro
Il premier sarà giovedì e venerdì al vertice di Cipro, dove grande attenzione verrà riservata all’emergenza energetica, dal momento che esiste la possibilità di una carenza di carburante per i trasporti. Per questa ragione la Commissione Europea presenterà un piano energetico, denominato “AccelerateEU”. Su Trump spiega: “Gli amici ti danno una mano anche e forse, soprattutto, quando ti dicono che non sono d’accordo”
Piano d'azione triennale, così Meloni puntella le relazioni fra Roma e Nairobi
In evidenza IA, spazio e difesa, il governo italiano rafforza l’interoperabilità fra piano Mattei e Global Gateway dell’Unione europea. Per estendere verso l’Africa orientale il Blue Raman Cable, la dorsale marittima digitale che punta a collegare l’India alle economie europee, passando per il Medio Oriente e per il Mediterraneo
Hormuz, l'Ue si muove. Anche l'Italia manderà le navi (con l'ok del Parlamento)
L’Italia, insieme ai volenterosi, punta al consolidamento del cessate il fuoco in Libano, definito “preziosissimo” anche grazie alla mediazione degli Stati Uniti, oltre che a favorire la ripresa dei negoziati con l’Iran. “Non rinunciamo a costruire soluzioni giuste, durature e pragmatiche”, rivendica Meloni, e assicura la piena disponibilità dell’Italia a fornire le proprie navi con l’ok del Parlamento
Nato, Africa e Cina. L'agenda Tajani e la strategia italiana
Dalla conferenza di Berlino il ministro egi esteri sgombra il campo dalla ventilata crisi della Nato (“non è in crisi, ci sono delle divergenze di opinioni tra Stati Uniti ed Europa”). Un ritiro degli Usa dalla Nato? “Al momento non risulta. Bisogna chiederlo agli Stati Uniti, noi crediamo fortemente nella Nato, l’Iran non è area di competenza dell’Alleanza atlantica, quindi non siamo intervenuti”.
L'Occidente diviso è un regalo a Mosca. Meloni incontra Zelensky
“A fianco di Kyiv, del suo popolo e delle sue istituzioni”, rivendica Meloni, certa che sostenere l’Ucraina non sia solamente “un dovere morale, ma anche una necessità strategica, perché in gioco non sono solamente la dignità, la libertà e l’indipendenza dell’Ucraina, ma anche la sicurezza dell’Europa nel senso più ampio del termine”
Meloni ha avuto coraggio a difendere Leone XIV. Orsina spiega perché
“Finora Meloni ha cercato di fare da ponte tra le due sponde dell’Atlantico, e la posizione ha anche una sua ragionevolezza. Era prevedibile che, se quelle due sponde si fossero distanziate troppo, il ponte si sarebbe trovato sotto stress, fino magari a spezzarsi o crollare”. L’analisi del politologo e direttore del dip di scienze politiche presso l’Università Luiss-Guido Carli di Roma, Giovanni Orsina
Gli effetti di Hormuz, si accelera su Yamal e EastMed?
Il punto di partenza per i futuri ragionamenti passa da una considerazione di fondo: il Mediterraneo orientale si trova al centro di una grande trasformazione energetica su scala globale, che se fosse stata sufficientemente programmata avrebbe potuto (come fatto dal Tap durante la crisi ucraina) limitare i danni della crisi a Hormuz. Di contro l’Artico è centro gravitazionale delle (non troppo) future scelte
L'Ue apre alla sospensione del patto di stabilità per la crisi a Hormuz?
Giorgia Meloni lo aveva chiesto intervenendo in Parlamento e anche il vicepresidente della Commissione Stephane Séjourné non lo ha escluso se la situazione dovesse peggiorare. Lo chiede la ragionevolezza dei numeri: la metà dei 27 Stati membri del blocco supera attualmente il tetto fiscale del 3%, in 13 superano la soglia del debito del 60%. La chiusura di Hormuz non potrà essere assorbita alle attuali condizioni, ma si renderà necessario una manutenzione straordinaria
















