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Quale ruolo per l'Italia tra Usa, Europa e Global South. La versione di Rizzo (AC)

Rachel Rizzo, non-resident senior fellow per l’Europe Center dell’Atlantic Council, sottolinea il ruolo-chiave per l’Italia nella cooperazione euroatlantica rispetto al continente africano e al Global South nel suo complesso in questo momento delicato per sviluppare “un rapporto simmetrico e di mutuo beneficio, abbandonando l’approccio paternalistico”

In Ue cambierà poco. Ma Schlein rischia molto. Cosa c’è in ballo (anche con gli Usa) secondo D’Alimonte

Il caso Bari, il rischio per Schlein se il Pd non dovesse andare bene alle Europee e la variabile Trump sugli equilibri di difesa e politica comunitari. Conversazione con Roberto D’Alimonte, politologo e fondatore del Luiss-Cise, Centro italiano di studi elettorali

Israele ha vinto grazie alle sue difese, ma attenzione alle munizioni. Parla Camporini

L’attacco iraniano è stato tutt’altro che simbolico, ed è fallito solo grazie alla superiorità dimostrata dalle capacità di difesa israeliane e occidentali. L’offensiva massiccia ha però richiesto un robusto utilizzo di sistemi, e la lezione da apprendere è che mai come in questo momento bisogna avere la garanzia di conservare e produrre un numero sufficiente di munizioni. Intervista al generale Vincenzo Camporini

Conservatori e popolari, l'alleanza possibile. Perché Meloni può farcela secondo Tatarella

La scelta europeista e filoatlantica del governo Meloni e della destra di Fratelli d’Italia è in perfetta continuità storica con la parte moderata della destra italiana. L’appuntamento politico più importante dell’anno rappresenta un’opportunità storica per Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia per rovesciare l’attuale maggioranza e costruire un centrodestra europeo insieme ai popolari. Il libro di Fabrizio Tatarella

Così è cambiato il concetto di sicurezza nazionale. Intervista al prefetto Guidi (Dis)

Di Gabriele Carrer e Federico Goya

Intervista esclusiva al vice direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza. “La polarizzazione dei conflitti ha spostato l’asse verso una dimensione più ampia attraverso strategie di attacco combinate per influenzare i nostri processi nazionali democratici”, spiega

Ora si vota chi si ama. Lo spiegano Petrolo e Incantalupo

Oggi più che mai i principi del marketing vengono applicati nella comunicazione politica. Ma come per i prodotti commerciali anche per la politica vale il principio: Content is the king. Un pessimo prodotto non funzionerà mai, neanche con grandi campagne di marketing e lo stesso vale per la politica. Il libro di Petrolo e Incantalupo

Da Miglio a Salvini, cosa si è perso della Lega a quarant'anni dalla fondazione. Parla Vallardi

Nel giorno in cui ricorrono i quarant’anni dalla fondazione, per l’ex senatore Gianpaolo Vallardi ricordare la Lega delle origini è un esercizio doloroso. L’eredità federalista di Miglio è stata dispersa, lo spirito di Pontida è ormai sfumato. Maroni è stata una parentesi che ha preparato il terreno all’ascesa di Salvini

La tecnica del “tappeto rosso” cinese con le aziende non sta funzionando. Arcesati (Merics) spiega perché

Il ministro Tajani ha chiesto a Pechino di assicurare equità nel commercio. Ma “le aziende vogliono vedere riforme strutturali, non retorica o gesti simbolici” come le recenti promesse di Xi, spiega l’analista del think tank tedesco. Da presidente del G7, l’Italia ha l’occasione di essere leader sul de-risking, aggiunge

Cosa poteva fare il governo sul Def. La versione di Messori

​Non includere nel Documento di economia e finanza i saldi inclusivi di scostamenti e misure rischia di alimentare l’incertezza intorno ai conti pubblici e alla crescita. Ma su una cosa il governo ha ragione, il bonus per l’edilizia si è rivelato nefasto, ora non resta che attendere l’entrata in vigore delle nuove regole del Patto di stabilità. Intervista all’economista e docente della Luiss Marcello Messori

Il Pd, dopo Prodi, non è più un partito nazionale. La lettura del prof. Galli

“Credo che sia necessaria una rifondazione radicale della sinistra, magari con un cambio di nome, sicuramente con cambio di prospettiva politica e di personale politico: un’autentica rivoluzione che parta da un’idea, da un’analisi e dall’individuazione di bisogni sociali reali per leggere la società”. Conversazione con Carlo Galli, politologo, già professore di Storia delle dottrine politiche presso l’Università di Bologna

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