Cirinnà, Floris e Berlusconi

Cirinnà, Floris e Berlusconi
Le Punture di Giuliano Cazzola

Al talk show’Di martedì’’, la trasmissione ‘’ammiraglia’’ de La 7 , hanno presentato, nell’ambito di un commento maligno al Family day, un servizio riguardante la vita matrimoniale di alcuni esponenti del centro-destra, correlata di separazioni, divorzi e figliolanza. La morale era la seguente: “Parlano bene ma razzolano male’’. A parte il fatto che tra costoro è stato annoverato, al solito, anche Silvio Berlusconi (il quale non solo non ha nulla contro i matrimoni tra omosessuali, ma se potesse sposerebbe anche il cagnolino Dudù), da quel tentativo di gogna mediatica si potrebbe ricavare una diversa considerazione: questi signori amano tanto la “famiglia naturale’’ (tra un uomo e una donna) che ne hanno costituite più di una.

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Sto leggendo un libro che mi fa accapponare la pelle e, a dire la verità, mi determina anche un profondo senso di vergogna. E’ intitolato ‘’Storia degli ebrei: dalle origini ai nostri giorni’’ di Michel Abitbol (Einaudi 2013). Viene descritta con una meticolosità tanto approfondita da essere persino crudele, la tragedia della “diaspora’’. Questo popolo ha subito una persecuzione di durata più che millenaria fin dall’antichità. Ma gli aspetti che maggiormente colpiscono riguardano il regime di vero e proprio terrore – fatto di massacri, conversioni forzate,  accuse infondate, torture, roghi, discriminazioni, autodafé, messe al bando, esili, pogrom – perpetrate per secoli nel cuore dell’Europa cristiana. Qualunque pretesto era valido per prendersela con gli ebrei e per attribuire loro tutte le responsabilità di quanto accadeva. Verrebbe da dire che la Shoah è stato solo un episodio – certamente il più crudele ed organizzato – di sterminio. Ma l’antisemitismo  è una pianta maligna che ha radici profonde e lontane nel tempo e che – purtroppo – non sono mai state recise del tutto.

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E’ importante che i Pontefici facciano visita alla Grande Sinagoga di Roma. I Papi contemporanei non hanno nulla da rimproverarsi, ma non possono scrollarsi di dosso le responsabilità storiche della Chiesa nei confronti degli ebrei. Forse sarebbe il caso di chiedere perdono. Non di avere l’aria di chi il perdono lo va a concedere.

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A leggere la storia  degli ebrei ci si convince che il popolo di Israele non può rinunciare ad un focolare nazionale, ad una patria a cui fare ritorno, alla ricerca di un baluardo di difesa di una comunità che troppo ha sofferto e che ha tuttora tanti implacabili nemici.

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L’espulsione degli ebrei e dei “convertiti’’ (i c.d. marrani) dalla cattolicissima Spagna avvenne nello stesso anno (1492) in cui Cristoforo Colombo “scoprì’’ l’America (chissà se le popolazioni amerinde fossero in paziente attesa che qualcuno, nel Vecchio Continente, si accorgesse di loro?). L’inizio radioso dell’era moderna coincise con un drammatico ritorno alle tenebre del Medioevo.

ultima modifica: 2016-02-03T09:41:02+00:00 da Giuliano Cazzola

 

 

 

 

 

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