Ecco cosa è successo allo stabilimento Fiat di Termoli

Ecco cosa è successo allo stabilimento Fiat di Termoli

Il classico brutto quarto d’ora. Nell’Italia che brucia, alle prese con incendi, piromani e siccità, persino la Fiat non trova pace. Tutto è successo a Termoli, dove il Lingotto possiede uno dei maggiori stabilimenti del territorio internazionale, addetto alla produzione di motori Alfa Romeo. Che cosa è successo?

L’INCENDIO

Le fiamme, divampate poco dopo le 14 da un deposito vicino ai locali mensa di Termoli III, il capannone dove si realizzano i motori, hanno creato non poco spavento tra gli operai che alle 15 sono stati fatti uscire. Gli operai che in quel momento erano a lavoro sono circa un migliaio. L’incendio non ha raggiunto né gli impianti produttivi né materiali pericolosi. I vigili del fuoco hanno già messo in sicurezza l’impianto del gas. In una nota Fiat ha indicato che non vi sono stati incidenti o casi di intossicazione e che l’evacuazione si è svolta “senza problemi”.

AUTOSTRADA BLOCCATA

A risentire del vasto incendio, anche la viabilità locale. E’ stata chiusa per circa 20 km la A-14 in entrambe le direzioni tra Vasto Sud (Chieti) e Poggio Imperiale (Foggia) a causa del fumo prodotto. Immediatamente è intervenuto personale della Direzione 7/o Tronco di Pescara, cipattuglie della Polizia Stradale e i Vigili del Fuoco.

SINDACATI ALL’ATTACCO

Immancabili le polemiche, che anche in questo caso sono arrivate puntuali. “L’incendio che ha coinvolto l’area dello stabilimento Fca di Termoli e messo in pericolo i lavoratori poteva essere evitato“, ha attaccato la Fiom-Cgil e la segreteria regionale del sindacato. “E’ mancata la prevenzione sul territorio, e visto che le fiamme sarebbero divampate fuori dalla fabbrica, gli enti pubblici e la direzione aziendale sarebbero dovuti intervenire preventivamente per impedire che le fiamme raggiungessero l’area dello stabilimento”. La Fiom, i delegati ed i rappresentanti dei lavoratori per la Salute e Sicurezza della Fca di Termoli, hanno già chiesto un incontro urgente alla direzione aziendale. “Visto che l’incendio di vaste proporzioni minacciava lo stabilimento, sarebbe stato utile al fine di prevenire e garantire da qualsiasi rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori.

UNA GIORNATA DA (NON) DIMENTICARE

“Quella di oggi è una giornata che non dimenticheremo facilmente” hanno detto gli operai evacuati. “La paura c’è stata oggi, non ci saremmo mai aspettati una situazione del genere: l’ultima volta che fummo costretti a lasciare lo stabilimento fu nel gennaio del 2003 in occasione dell’alluvione”, ha ricordato il segretario regionale della Fim-Cisl Riccardo Mascolo”. “I lavoratori di turno furono mandati a casa e poi ci fu la Cig”.

ultima modifica: 2017-07-25T09:28:28+00:00 da Gianluca Zapponini