Eni, Egitto, Cina e India. Tutto l’attivismo geopolitico di Rosneft

Eni, Egitto, Cina e India. Tutto l’attivismo geopolitico di Rosneft
L'articolo di Gabriele Moccia

L’attivismo di Rosneft – la principale compagnia petrolifera russa – segna il nuovo paradigma della proiezione internazionale che Putin sta tracciando per difendere gli interessi della Russia. Un orizzonte largo, che guarda anche al Mediterraneo e ha i suoi intrecci anche con l’economia italiana.

L’OPERAZIONE ENI

E’ questo il caso dell’accordo appena finalizzato con Eni per la cessione della quota del 30% nella concessione petrolifera di Shorouk, nell’offshore dell’Egitto, nella quale si trova il giacimento super-giant a gas di Zohr. Del resto, Eni e Rosneft lavorano già insieme in un altro versante, quello del Mar Nero, portando avanti le attività per avviare le perforazioni esplorative nel giacimento di Val Shatskij ed entrambi hanno concordato di stabilire una base con il porto commerciale di Novorossijsk, nella Russia meridionale.

L’ATTIVISMO DI SECHIN

La transazione del giacimento egiziano conferma ulteriormente la validità della “dual exploration strategy” del Cane a sei zampe che consiste nel perseguire, insieme al rapido sviluppo delle riserve scoperte, la cessione di quote minori pur mantenendo il controllo e l’operatorship. Ma è anche il simbolo dell’attivismo della compagnia russa su questo scacchiere.

LE MOSSE RUSSE

Dai rapporti sempre più intrecciati con i piani energetici del presidente turco Erdogan e il supporto dato dai russi sulla questione dell’olio del Kurdistan,  ai negoziati tuttora in corso per l’avvio di progetti con il colosso saudita Saudi Aramco, per una partnership globale sulla petrochimica. Insomma, la Rosneft di Igor Sechin – potente luogotenente del capo del Cremlino – è un po’ dappertutto, ma dopo la nomina dell’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder (nella foto) a presidente della società è soprattutto in Europa che si estende la longa manus dell’interesse strategico russo.

LE POLEMICHE SU SCHROEDER

Una nomina, quella di Schroeder non priva di polemiche. Questa “non è una buona immagine per la Germania”, ha commentato il ministro delle Finanze della Baviera, il cristiano sociale Markus Soeder in una dichiarazione alla Passauer Neue Presse. Il capogruppo parlamentare dei cristiano democratici, Michael Grosse-Brome, ha detto alla Frankfurter Allgemeine Zeitung “che un ex cancelliere “continua ad avere una responsabilità politica nei confronti dello Stato, che non deve sacrificare sull’altare dei propri interessi finanziari”.  Schroeder si è difeso spiegando che la sua nomina aiuti a mantenere buone relazioni con la Russia nell’interesse della Germania.

LA LIAISON CON LA CINA

Altrettanto cruciale per Rosneft è la proiezione asiatica. Qui Sechin può contare sull’appoggio del governo di Pechino che ancora di recente è intervenuto a supporto finanziario della società russa, che ha subito non pochi scossoni societari. Pechino ha mostrato interesse, attraverso il gruppo energetico nazionale Cefc, a diventare uno dei principali azionisti di Rosfneft, approvando investimenti esteri per 9 miliardi di dollari. Investendo in Rosneft la Cina sta ampliando la sua collaborazione con i maggiori produttori di petrolio al mondo. Il conglomerato privato energetico cinese Cefc aveva già annunciato in questo mese che avrebbe acquistato una quota del 14,16 per cento di Rosneft dal consorzio costituito qualche mese fa dal gruppo Glencore e dai fondi sovrani del Qatar.

LO SCENARIO INDIANO

Ma i russi seguono con attenzione le evoluzioni di mercato anche di altri paesi asiatici. Proprio in questi giorni Sechin – come fa sapere la stessa Rosneft – ha discusso le prospettive di espansione della società nel mercato indiano durante un incontro di lavoro con il primo ministro indiano Narendra Modi. Lo scorso agosto la compagnia russa aveva chiuso una operazione cruciale per la penetrazione economica in India: l’acquisizione del 49,13 per cento la raffineria di Essar che ha segnato il primo takeover nel settore della raffinazione in Asia e che quindi mette i russi di Rosneft in una posizione di supremazia per il controllo di uno dei mercati a più forte crescita in termini di consumi di perolio. L’operazione è stata anche la più grande acquisizione straniera di tutti i tempi in India.

ultima modifica: 2017-10-10T09:57:01+00:00 da Gabriele Moccia

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