Banca d’Italia? Vigilanza troppo prudente. Parla Francesco Greco

Banca d’Italia? Vigilanza troppo prudente. Parla Francesco Greco
Che cosa ha detto Francesco Greco, procuratore capo di Milano, alla commissione bicamerale d’indagine sul sistema bancario

Confusione sui controlli, quadro penale insufficiente, approccio troppo prudente da parte della Vigilanza di Banca d’Italia: Francesco Greco, procuratore capo di Milano, ha detto la sua in maniera inequivocabile sulle difficoltà che affronta chi indaga sui reati finanziari. Un giorno dopo il procuratore generale di Cassazione Luigi Orsi, Greco è stato ascoltato il 18 ottobre dalla commissione bicamerale d’indagine sul sistema bancario presieduta da Pierferdinando Casini.

LO SCARICABARILE SUI CONTROLLI

Il procuratore di Milano è partito dai controlli sugli istituti di credito su cui c’è stata “una sorta di scarica barile”. Un atteggiamento nato dal fatto che della riforma delle autorità di vigilanza “si parla da molto tempo” e allo stesso tempo è un tema su cui “è difficile districarsi: bisogna decidere chi deve fare certe cose e chi no, perché c’è anche un accavallamento con la Bce”. Secondo Greco, insomma, “il sistema non è chiaro, per districarsi tra le autorità di vigilanza tra un po’ ci vorrà il TomTom”.

QUADRO PENALE INSUFFICIENTE, SUBITO CODICE BANCARIO ADEGUATO

Nessuno sconto neppure per quanto riguarda il quadro normativo penale attuale che è “insufficiente” per cui “s’impone la realizzazione di un codice bancario adeguato”. Il magistrato non ha nascosto che spesso sono servite “acrobazie giudiziarie”: ovviare a una situazione del genere si può con un sistema bancario che abbia “regole precise, sia amministrative, sia penali” e che consenta di “evitare un accavallamento” delle competenze. Ad avvalersi del riassetto dovrebbero essere pure le Fondazioni bancarie cui al momento “non possono essere applicati i reati societari”. “Se una Fondazione paga un politico – ha ricordato – non incorre nel reato di illecito finanziamento”.

IN CASO DI REATI PENALI AVVISARE LE PROCURE

Nel corso dell’audizione il procuratore ha poi lanciato un invito, in caso di reato penale, ad “avvisare subito la Procura della Repubblica: se non lo indichi tu ma lo scopro io, come è successo tante volte, è ancora peggio” e ne possono derivare “danni ancora più grossi”. Per questo “bisogna avere la capacità di bilanciare un atteggiamento prudente con la necessità di fare chiarezza. Una modalità che però talvolta ha latitato: “Spesso – ha detto Greco facendo eco a Orsi – c’è stato un approccio prudente da parte della Vigilanza della Banca d’Italia” perché si volevano “evitare danni sistemici”.

SU BANCHE VENETE MANCATE NORME SU CONFLITTO DI INTERESSI

Un accenno poi ai due istituti in corso di acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo, ovvero Popolare Vicenza e Veneto Banca. L’ex pm di Mani Pulite ha evidenziato come la mancanza di “norme serie sul conflitto d’interesse in banca” ha portato a problemi per i risparmiatori che hanno sottoscritto operazioni “baciate” e che ora dovrebbero lamentarsi con chi non le ha approvate.

NPL, SE UE ACCELERA SI DEPREZZA IL VALORE

Infine qualche parola su un grave problema che affligge il sistema bancario italiano, i crediti deteriorati. Secondo Greco la spinta europea a velocizzare lo smaltimento può portare a un deprezzamento del valore degli Npl.

ultima modifica: 2017-10-29T15:16:44+00:00 da Manola Piras

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