Così la Grecia può diventare il “benzinaio mediterraneo” per il rifornimento di gas

Così la Grecia può diventare il “benzinaio mediterraneo” per il rifornimento di gas
Mentre gli Usa vendono gas in Cina e la Russia in Ghana, si fa strada un nuovo progetto logistico che si inserisce nel contesto della Via della Seta: saranno convertite dieci navi dotate di mega silos. E in prospettiva dopo Pireo e Creta si può replicare anche in Adriatico (Ravenna)

Il trend di sostituzione del carbone con il gas è ormai oggettivo e nel Mediterraneo si immagina la nuova geografia degli approvvigionamenti di domani. E mentre anche l’Italia ha da tempo avviato un percorso di interlocuzione con territorio e istituzioni (a Napoli due giorni fa se n’è parlato al meeting di Adriatic Lng “La logistica energetica punta sul green”) è in Grecia che si sta giocando una partita decisiva per infrastrutture e strategie.

Nell’Egeo nasce un nuovo progetto logistico che si inserisce nel contesto della Via della Seta: saranno convertite dieci navi dotate di mega silos. E in prospettiva dopo Pireo e Creta si può replicare anche in Adriatico.

POSEIDON MED

La Grecia punta a diventare il “benzinaio mediterraneo” per il rifornimento di gas. Si chiama Poseidon Med II ed è un mega piano per costruire infrastrutture per il gas nei porti di Pireo, Patrasso, Iraklio e Igoumenitsa. Ovvero i maggiori porti greci, scelti non a caso perché guardano a quattro bacini differenti e nella cornice del solco avviato dalla Via della Seta.

Mentre gli Usa vendono gas in Cina e la Russia in Ghana, a pochi passi dalle coste italiane quindi si fa strada un nuovo progetto che potrebbe mutare lo scenario di “passaggio” degli idrocarburi. Saràco-finanziato dalla rete europea dei trasporti per 53 milioni, mentre il restante 50% dai partner privati coinvolti nel programma. Nessuna spesa per il governo ateniese né per il contribuente greco.

Secondo il ministro greco della Marina, Panaghiotis Kouroumplys, la Grecia in questo modo “acquisisce il quadro istituzionale utile a soddisfare gli obblighi internazionali circa la tutela dell’ambiente e le emissioni di gas con politiche che mirano a una migliore qualità della vita”. E ha annunciato che in base alla road map elaborata il governo si provvederà inizialmente all’acquisizione di infrastrutture per l’immissione di navi metaniere in quattro porti, vale a dire a Pireo, Patrasso, Heraklion e Igoumenitsa. Il programma include anche i porti di Limassol e Venezia.

FORNITURA

La fornitura avverrà in quattro modi. Da nave a nave, da una nave cisterna verso strutture organizzate, come una nave tradizionale e con cisterne mobili su una nave. Il ministro ha anche osservato che c’è al momento uno scoglio, non da poco, nella fase di progettazione relativo al cabotaggio: ovvero se ci potrà essere la concomitanza con lo sbarco e imbarco di navi passeggeri, ma sarà materia della seconda fase del progetto in quanto necessita di uno studio tecnico maggiormente approfondito.

Secondo Anna Apostolopoulos, capo operativo del programma Poseidon, sarà possibile attraverso i programmi europei ottenere un ulteriore finanziamento per la costruzione di nuove navi, e ha sottolineato che nell’ambito del programma sarà progettata anche una nave da trasporto di gas liquefatto che procederà dal terminal di Revithoussa agli altri porti.

Quest’ultimo è il principale gas-hub nazionale e si trova sull’omonimo isolotto nel golfo di Megara, ad ovest di Atene. Ultimato nel 1999 è gestito da Desfa Sa, dove il gas è fornito dall’Algeria Sonatrach (con quantità comprese tra 0,51 e 0,68 miliardi di metri cubi all’anno fino al 2021). Al momento è in piedi anche un contratto con Eni in Italia per la fornitura di gas, sebbene non sia attualmente utilizzato.

Dieci anni fa il Terminal è stato interessato da un progetto di espansione per potenziarlo, aumentando la sua capacità a 185 miliardi di metri cubi annui, grazie a due serbatoi interrati.

SCENARI

Il contributo di Poseidon Med II alle prossime strategie per le operazioni relative al trasporto del gas non sarà limitato al solo Egeo, ma consentirà operazioni simultanee (definite Simops) in specifiche condizioni che potranno intrecciarsi con quanto si sta sviluppando anche nell’Adriatico e nel Tirreno.

Come osservato nel meeting a Napoli da Corrado Papa, direttore commerciale di Adriatic Lng la situazione degli impianti di rigassificazione in Italia ed Europa non è ancora ottimale. Mentre con Adriatic Lng il tasso di utilizzo continua ad essere molto elevato (pari all’82,5% nel 2017) altrove c’è uno scarso utilizzo, con un tasso medio pari a circa il 22% (fonte Gle) nello stesso periodo.

In Adriatico però si registra una novità: ecco la data per ultimare il progetto di deposito costiero di gas naturale liquefatto del porto di Ravenna. Entrato nella fase operativa, sarà pronto nel 2021 e sarà il primo in Italia per la distribuzione, da terra, di gas naturale liquefatto alle navi preposte.

twitter@FDepalo

(Foto da PoseidonMed)

ultima modifica: 2018-05-30T09:10:27+00:00 da Francesco De Palo

 

 

 

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