Tripoli non cede. Dichiarato lo stato di forza maggiore per il blocco del petrolio in Cirenaica

Tripoli non cede. Dichiarato lo stato di forza maggiore per il blocco del petrolio in Cirenaica
La Noc (Compagnia nazionale del petrolio) di Tripoli ha avvertito che non è possibile continuare a fermare le esportazioni di greggio da alcuni terminal ancora chiusi e che provvederà ad impartire sanzioni nei confronti della società legata alle autorità della Cirenaica

Ancora blocchi alle riforniture di petrolifere libiche. E questa volta tocca ai terminal di Harraga e Zawitina, in Cirenaica, a est del Paese. La Noc (Compagnia nazionale del petrolio libico), come si legge in una nota, ha confermato lo stato di “forza maggiore”, precisando come il provvedimento vada di pari passo a quello annunciato la scorsa settimana per Ras Lanuf e Sidra. Una decisione che si riassume come diretta conseguenza all’azione dell’esercito di Haftar che, il 25 giugno, aveva consegnato nelle mani della Noc parallela del governo non riconosciuto di Al Baida, alcuni terminal della Mezzaluna.

La Noc, a questo proposito, ha avvertito che non è possibile continuare a fermare le esportazioni di greggio da alcuni terminal ancora chiusi e che provvederà ad impartire sanzioni nei confronti della società legata alle autorità della Cirenaica. “Nonostante gli avvertimenti da parte della Noc sulle conseguenze dei blocchi in corso, il comando generale dell’Esercito nazionale libico (Lna) ha rifiutato di revocare l’ordine secondo il quale nessuna nave può essere autorizzata a entrare in porto per ricevere i carichi assegnati”, si legge nella nota della Noc di Tripoli.

Insomma, per ora, l’unica strada percorribile pare ancora l’utilizzo della “forza maggiore”, che consente alla compagnia di non doversi far carico della responsabilità e degli obblighi contrattuali per una circostanza che va al di fuori dal proprio controllo. Una perdita, infatti, quella dovuta dal blocco di questi ultimi giorni, che sta già costando alla Libia intorno ai 67,4 milioni di dollari.

Intanto anche il presidente della Compagnia della capitale libica, Mustafa Sanalla, ha sottolineato che “nonostante i nostri avvertimenti sulle conseguenze e i tentativi di ragionare con il comando generale della Lna”, lo scorso fine settimana è stato “impedito in due occasioni di caricare greggio di Harraga e Zawitina”. E ha continuato facendo un appello al comando generale dell’esercito di Haftar, affinché rimuova “il blocco e permetta alla Noc, l’unica entità libica riconosciuta per l’esplorazione, la produzione e l’esportazione di prodotti petroliferi, di fare il suo lavoro”.

ultima modifica: 2018-07-02T09:19:38+00:00 da Isabella Nardone

 

 

 

 

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