La Cina, Milano e la Via della Seta sotto il Duomo

La Cina, Milano e la Via della Seta sotto il Duomo
L'intervento di Gianni Bessi

La Via della Seta? La troveremo, anzi la troviamo, a Milano. Plasticamente questa “via” è facilmente individuabile nel destino di Milan e Inter che è già andato a buon fine in salde mani cinesi… (in questo felice inizio di campionato di serie A).

Oppure trovare che il primo cognome più numeroso nell’elenco telefonico (se ci fosse ancora) di Milano sarebbe Chen. Ma non immaginiamo i cinesi del film “C’era una volta l’America”…

Sono cinesi che dialogano con i giusti argomenti con il mondo bancario e finanziario. E mondo bancario e finanziario milanese hanno trovato già l’ingresso della via della seta proprio sotto casa. I cinesi sono i clienti più ambiti. I più attivi. Sia che siano già presenti sia che arrivino direttamente dalla Cina allo “sportello” portano business e commissioni. 

A volte sembra che spendano a casaccio, di panza o per far vedere la potenza di fuoco dello yuan. Ma la realtà non è così banale, superficiale. Banali, superficiali e presuntuosi forse siamo noi italiani. Il disegno c’è e se si infittisce la relazione, se si ascolta si riesce a vedere da dove parte il viaggio, quali sono le motivazioni e su quale direzione e obiettivo si vuole raggiungere. 

Milano è in Italia, ma già non è in Italia. Non si sente forse in questa Italia. Si sente altro. E questo altro si sta irradiando in direzioni più vaste lombarde. E i cinesi hanno visto questo potenziale e gli piace. Potenziale di un’area geografica, di aziende, imprese che nonostante lo stato, i governi, la santa romana burocrazia, le tasse sono già nel mondo, già proiettate nella globalizzazione… 

È grazie a questa Italia che non ti aspetti se i dati previsionali di questi mesi sono quasi “bombastici”.

E chi vede lungo può programmare le aree di sviluppo di acquisto nel real estate, nel commerciale. E le relazioni si infittiscono, come i mediatori e le commissioni anche nel tempo d’agosto dedicato alle ferie.

Perché i grandi o piccoli magnati cinesi hanno fretta e stanno accelerando come impiegare i capitali, dove sviluppare le direttrici degli investimenti, dell’apertura di nuove attività commerciali. Anche perché ci sono scadenze che accelerano le decisioni.

In particolare in questo momento storico e geopolitico a ridosso del 19esimo congresso del grande Partito Comunista cinese (fine anno) dove dovrebbe emergere una nuova virata da parte del contemporaneo timoniere Xi Jinping per “invitare” (leggere costringere) i capitalisti nati dalle riforme di Deng Xiaoping di investire i loro capitali accumulati nell’innovazione della grande potenza industriale. Una sorta di “China First” in salsa agrodolce per il grande passo high tech del Dragone rosso.

Guardare la crescita nelle vendite immobiliari di Milano e guardare le aree che stanno crescendo. E unendo tutti questi punti si trova che la “via della seta” la potete già percorre a Milano. Perché Milano è in Italia, ma già non è in Italia. Non si sente forse in questa Italia…

ultima modifica: 2017-09-03T07:47:59+00:00 da Gianni Bessi

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