Leonardo-Finmeccanica, ecco le prossime mosse di Profumo secondo Profumo

Leonardo-Finmeccanica, ecco le prossime mosse di Profumo secondo Profumo

Dal ciclone Harvey al progressivo irrobustimento della squadra, passando per per un aumento del peso di Leonardo nel mercato globale della Difesa. Alessandro Profumo, ex ceo di Unicredit e presidente di Mps, ora alla guida del gruppo aerospaziale, ha toccato più o meno tutti i punti salienti (qui un recente focus di Formiche.net sulle prospettive dell’ex Finmeccanica) nell’intervista rilasciata a Class-Cnbc in occasione del Forum Ambrosetti.

IN PRIMA LINEA CONTRO HARVEY

Primo punto, l’uragano che sta costando agli Stati Uniti fior di miliardi, visto il suo effetto nefasto sulle industrie del Texas, bloccate da giorni. “I nostri mezzi, elicotteri e arei sono in prima linea nelle operazioni di salvataggio e questa è una grande dimostrazione per la nostra tecnologia”, ha spiegato il manager.

UN’AZIENDA ARTIGIANA

Altra questione, il dna di Leonardo, che Profumo non esitato a definire “un’azienda artigiana” dotata di “10 mila ingegneri e in grado di spendere fino a 1,5 miliardi all’anno in Ricerca&Sviluppo. Ogni prodotto lo costruiamo in modo specifico, secondo le richieste dei nostri committenti. Questa è un’azienda è da una parte fortemente radicata nel Paese, dall’altra proiettata in tutto il mondo”.

L’AGENDA PROFUMO

Il manager chiamato alla guida di Leonardo ha poi snocciolato i punti salienti della sua azione nel breve-medio termine. “Sono partito dal conoscere prima di tutto le persone intorno a me e per questo per settembre conto di stabilizzare la mia squadra con la quale lavorerò nei prossimi tre anni”, ha detto Profumo. “Poi, da qui a gennaio lavorerò alla stesura del nostro piano quinquennale”.

COME VA IL MERCATO DELLA DIFESA

Da un punto di vista macroeconomico, Profumo ha tracciato un quadro delle condizioni attuali del mercato della Difesa “basato su tre assi portanti per Leonardo: l’elettronica per la difesa, i velivoli e gli elicotteri”. Il manager ha poi difeso la cosiddetta one company, nata nel 2015 al termine di un processo avviato due anni prima dall’allora numero uno Mauro Moretti.  “E’ e rimane un modello ideale per competere a livello globale”.

LE DIMENSIONI CONTANO

Profumo ha poi affrontato il tema delle dimensioni del gruppo, ovvero Leonardo è forse troppo piccola per competere con giganti quali Boeing (Usa) o Airbus (Europa). “Assolutamente no, Leonardo ha una sua dimensione ed è assolutamente in grado di competere con i giganti nel mondo. Semmai, la domanda che dobbiamo porci è se abbiamo le persone giuste per competere, il know-how. Questa è la mia sfida del futuro, la focalizzazione sulle persone”.

TRA MERCATO UNICO E FINCANTIERI

Non poteva mancare un riferimento alla partita industriale del momento (insieme a Telecom), Fincantieri-Stx (qui l’approfondimento di Formiche.net). Se da una parte si invoca un mercato unico europeo, anche della Difesa, la guerra tra Italia e Francia non giova di certo. Stuzzicato sul tema, Profumo ha detto la sua, non sbilanciandosi. “E’ una questione complessa, la cantieristica genera una grande occupazione, aspettiamo la soluzione finale, poi parliamo”.

LA LEONARDO CHE VERRA’

Ma come sarà la Leonardo del futuro? “Molto consolidata sulle sue aree e con una grandissima attenzione alla posizione finanziaria, consolidando il lavoro degli ultimi tre anni, senza scossoni”.

ultima modifica: 2017-09-04T07:00:43+00:00 da Gianluca Zapponini

 

 

 

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