Il ministro dello sviluppo economico Federica Guidi ha nominato ieri Federico Testa nuovo commissario dell’Enea, l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia
e lo sviluppo sostenibile.

CHI È

Nato a Verona nel 1954 e laureato in economia e commercio a Padova, Testa è professore ordinario di economia e gestione delle imprese all’università di Verona. È stato deputato del Pd e componente della commissione attività produttive della Camera e ha ricoperto incarichi nei consigli di amministrazione di società operanti nei servizi pubblici locali, oltre ad essere autore di diverse pubblicazioni scientifiche.
E’ stato responsabile energia del Pd per poi dimettersi (note alcune sue prese di posizione critiche su alcuni provvedimenti dell’Autorità per l’Energia in materia di tariffe), andrà a sostituire Giovanni Lelli, commissario dell’ ente per quasi cinque anni.

L’OBIETTIVO DEL GOVERNO

La nomina di Testa è il segno – secondo alcuni addetti ai lavori – di un investimento del governo in questo Ente che nella politica energetica italiana è tanto centrale quanto a volte trascurato (basti vedere da quanti anni è ferma la proposta di riforma e da quanti anni si va avanti di commissario in commissario). Con l’economista Testa, esperto di questioni energetiche, gli osservatori del settore si attendono che l’ente possa cambiare definitivamente verso. Anche perché il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, che ha la competenza su Enea, vorrebbe affidare proprio all’ente ora guidato da Testa tutta la partita dell’efficienza energetica.

IL COMMENTO DELL’ESPERTO

Dice Diego Gavagnin, esperto di questioni energetiche e regolatorie, a Formiche.net: Brutta gatta da pelare quella affidata a Federico Testa. Fare il Commissario dell’Enea nel mentre il Governo sta ragionando sulla riforma complessiva degli Enti di Ricerca, annunciata per dicembre, è una sfida che fa onore a chi ha il coraggio di affrontarla. Meglio in questa fase un esterno alla struttura, come Testa, che sappia leggere a mente sgombra le aspettative esterne e quindi disegnare e consolidare un ruolo adeguato ai tempi, o un profondo conoscitore dell’Ente come era Gianni Lelli, che vi ha svolto tutta la carriera? Senza nulla togliere all’ex Commissario cui pure mi lega amicizia e stima pluridecennale, forse è giunto il momento che sia il Paese in ottica strategica a dire “da te mi serve questo e quello, cerca di farlo” piuttosto che “io so e voglio fare questo e quello”. Se Testa sconta la poca conoscenza della struttura, anche se immaginiamo avrà ottimi consiglieri, ha però un’altra freccia al suo arco: l’essere un economista aziendale. Questa per l’Enea – con tutto l’affetto che mi lega ad un Ente dove ho speso 16 anni di vita lavorativa ed ho coltivato il grande sogno dell’energia nucleare – è davvero l’ultima chiamata. O serve davvero a coprire, almeno in parte, il difetto strutturale delle imprese italiane troppo piccole per investire in ricerca energetica e sviluppare nuovi prodotti e processi produttivi di qualità, o è meglio lasciar perdere una volta per sempre. O si è utili o non si è”.

Condividi tramite