L'europarlamentare ribadisce l’esigenza di elezioni primarie per legittimare la classe dirigente del centro-destra. Ma nega l'ipotesi di scissione “azzurra”. Resoconto della manifestazione organizzata da Fitto per ricordare la Caduta del Muro

Andare oltre le vecchie e nuove barriere. Al di fuori e all’interno dei confini politici nazionali. Per promuovere una ventata di rinnovamento e rigenerazione ideale del centro-destra sempre più asfittico e frantumato.

Rievocare il 1989 per rinnovare il centro-destra

È questo il progetto che ha spinto Raffaele Fitto e Daniele Capezzone a promuovere al Teatro Santa Chiara di Roma una manifestazione per celebrare il 25° anniversario del crollo del Muro di Berlino.

Un’iniziativa in cui il ricordo toccante e appassionato della vicenda simbolo della Guerra fredda e della tirannide comunista nell’Europa dell’Est ha costituito la cornice per una riflessione schietta e tagliente nei confronti dei vertici di Forza Italia. A partire da Silvio Berlusconi.

Abbandonare una duplice sudditanza culturale

Non è chiaro se il parlamentare europeo, Fitto, voglia portare fino in fondo il tentativo di superamento dell’egemonia dell’ex Cavaliere e dell’entourage ristretto di Palazzo Grazioli.

Ma è indubbio che a suo giudizio le continue oscillazioni del partito tra il gioco di rimessa nei confronti di Matteo Renzi e la rincorsa delle campagne intraprese dalla Lega Nord rischiano di sfociare nella completa marginalità politica.

Una partecipazione eterogenea

È in tale orizzonte che trova spiegazione la presenza di rappresentanti di centro-destra critici verso la leadership “azzurra” quali Rocco Palese, Francesco Paolo Sisto, Maurizio Bianconi, Luigi e Ambrogio Crespi, Adolfo Urso.

Altrettanto rilevante è però la partecipazione al convegno del “pontiere” Maurizio Gasparri e della fedelissima dell’ex premier Maria Rosaria Rossi. 

Così come quella del numero uno de La Destra Francesco Storace e di Lorenzo Castellani, primo firmatario del manifesto-appello Sveglia Centrodestra.

Una rivoluzione liberal-conservatrice

Castellani si fa interprete dei fermenti innovatori emersi nel mondo conservatore richiamando l’Europa e l’Italia a recuperare il valore delle relazioni atlantiche, della salvaguardia della democrazia liberale, delle proprie radici cristiane.

Scenario nel quale – rileva Castellani – deve prendere corpo la battaglia per “abbattere il muro di uno Stato sempre più indebitato, burocratico, inefficiente, oppressivo; lottare contro l’aggressione fiscale a famiglie e imprese; promuovere una dinamica politica bipolare tramite una riforma istituzionale semi-presidenziale; riformare le regioni irresponsabili; rendere i partiti aperti e partecipati grazie a elezioni primarie”.

Punto irrinunciabile, rimarca il giovane perugino Alessandro Tassi: “L’elettorato di centro-destra smarrito davanti al silenzio, alle incertezze, al tradimento dei valori sbandierati dalla propria classe dirigente, deve contare su una forza politica capace di garantire libertà attiva a aderenti e militanti. Perché il centro-destra o è coraggio e democrazia o non è”.

La bussola in politica estera

Riallacciare i legami e riannodare i fili del dialogo con gli elettori, creare un’alternativa convincente di centro-destra al Partito democratico guidato da Renzi. La stella polare della “corrente critica” di Forza Italia è fissata con chiarezza.

Ma, spiega Raffaele Fitto, richiede una riflessione preliminare. Concernente la concreta promozione della libertà al di fuori dei  confini italiani ed europei attraverso una politica estera favorevole al riavvicinamento tra Occidente e Russia, alla difesa dello Stato di Israele, alla lotta contro i fautori del Califfato islamico, al protagonismo dell’Italia nel rinnovamento dell’Unione Europea.

Smascherare le pecche della politica economica di Renzi

Realizzato questo ragionamento, rimarca l’euro-parlamentare, bisogna andare oltre il muro dell’ipocrisia. E aprire un confronto serio e utile in Forza Italia e con Silvio Berlusconi. Rifuggendo l’orizzonte di una scissione “azzurra” e analizzando apertamente le ragioni del tracollo di consensi che ha caratterizzato il centro-destra dal trionfo del 2008 e alla confitta del 2014.

Esame critico fondamentale per rilanciare una strategia economica finalizzata a “mettere in luce il divario tra le parole del premier e le effettive realizzazioni di una Legge di stabilità che riduce da 18 a 9 i tagli fiscali a causa dell’arrendevolezza nei confronti dei parametri finanziari europei. E orientata a rendere pubblico il rapporto redatto dall’ex Commissario per la revisione della spesa pubblica Carlo Cottarelli”.

Politica di trasparenza che ad avviso di Fitto deve portare il vertice di Fi a convocare gli organismi di partito per maturare una posizione unitaria e condivisa sulla riforma elettorale.

Liberare gli “azzurri” dalla tenaglia Pd-Lega Nord

Prima di pensare a percorsi di ricostituzione del polo conservatore, il leader della “fronda azzurra” ritiene prioritario rinnovare il ceto dirigente di Forza Italia tramite il ricorso a elezioni primarie. E portare avanti una rigorosa opposizione alle ricette economiche dell’esecutivo.

Requisito essenziale per assumere nuovamente la guida del centro-destra è ai suoi occhi l’emancipazione di Fi dalla rincorsa affannosa di Matteo Renzi sulla sinistra, e dall’inseguimento delle campagne di Matteo Salvini sul versante di destra: “Errore grave che provoca una duplice falla nel consenso elettorale della formazione centrale per una ricomposizione dell’area moderata”.

Condividi tramite