Benvenuti all’Hotel St Regis di Roma, il preferito di Madonna, Rolling Stones e U2 per i loro soggiorni capitolini.

In scena c’è la presentazione del piano industriale della nuova Alitalia, anzi di Alitalia-Sai. Ovvero di Alitalia-Ethiad, visto che la compagnia di Abu Dhabi, con i suoi 387 milioni di euro sborsati, detiene il 49 per cento della compagnia. Un 49 per cento pesante perché, come ammette lo stesso management della nostra compagnia di bandiera, senza l’ingresso di Ethiad Alitalia sarebbe fallita. Così, se il Ceo e il presidente sono rimasti italiani – ora sono rispettivamente Silvano Cassano e Luca Cordero di Montezemolo – a tirare le fila adesso è anche il Ceo della compagnia araba, l’australiano James Hogan, che è vicepresidente della nuova Alitalia.

“Abbiamo fatto delle scelte, diminuendo alcune rotte in favore di altre”, è stata la risposta di Montezemolo in un botta e risposta con il giornalista del Sole 24 Ore Gianni Dragoni. Montezemolo dice che la compagnia punta a tornare a fare utili dal 2017, addirittura per 100 milioni. Obbiettivo che può essere favorito dal calo del prezzo del petrolio, che farà risparmiare fino a 190 milioni. Nel 2015, però, la compagnia perderà ancora 203 milioni di euro e 44 milioni è il deficit previsto nel 2016. “Dobbiamo essere ottimisti e guardare al futuro. Abbiamo tutti i presupposti per fare grandi cose”, osserva Montezemolo. Che in questo momento, dopo l’uscita dalla Ferrari per mano di Sergio Marchionne, è in procinto – oltre ad essere anche vicepresidente di Unicredit – di avere un ruolo come consulente del governo Renzi per incentivare gli investimenti stranieri in Italia (“darò una mano, ma non so esattamente cosa farò”, dice; qui un recente articolo di Formiche.net con ricostruzioni e indiscrezioni). Così, quando qualcuno chiede lumi sull’interazione tra il trasporto ferroviario e aereo (treni ad alta velocità per collegare gli aeroporti ai centri cittadini), Montezemolo – uno dei fondatori della società ferroviaria Ntv, in concorrenza con Fs – dice: “L’interazione ci deve essere, ma su questo mi trovo in una situazione imbarazzante, quindi lascio dire ai miei colleghi…”.

Il clima è quello delle grandi occasioni. Con le hostess di Alitalia ed Ethiad, in divisa verde le prime e viola le seconde, a fare gli onori di casa insieme con i modellini di un nuovo Airbus che, oltre ai nomi delle due compagnie, sulla carlinga mostra il coloratissimo logo di Expo 2015. A moderare/presentare c’è Mia Ceran, la biondissima e gettonatissima giornalista ex Agorà.

Montezemolo sottolinea l’importanza del brand, consapevole di essere un brand lui stesso: “Il marchio Alitalia è l’elemento più importante che abbiamo, la compagnia è l’ambasciatrice perfetta dell’Italia nel mondo”, osserva. “Le nostre priorità è l’attenzione ai nostri lavoratori, garantire un ottimo servizio al cliente, aumentare le rotte e rafforzare quelle esistenti e, infine, creare valore tornando a produrre utili nel 2017”, afferma il presidente.

Questo, d’altronde, è l’obiettivo che preme di più a Hogan: “E’ l’ultima possibilità per salvare Alitalia. Noi ci crediamo. Siamo un investitore a lungo termine. Non ci saremmo mai imbarcati in questa avventura se non avessimo la convinzione di un ritorno economico”, spiega Il Ceo di Ethiad, che aggiunge: “Finora Alitalia è andata malissimo e ancora va male perché è stata gestita con una mentalità da azienda pubblica. Senza una ristrutturazione la compagnia non può sperare di avere successo”, continua.

Il cambio di strategia è spiegato da Cassano. Alitalia non rincorrerà le compagnie low cost, come è accaduto finora, ma tornerà a posizionarsi nella fascia alta, con incremento dei voli a lungo raggio. Verso Nord e Sud America, dove già è forte, e verso Est – India, Cina, Australia e Giappone – grazie al supporto di Ethiad e alla possibilità di fare scalo ad Abu Dhabi. Più voli per San Francisco, Mexico city, Santiago, Pechino, Seul e Shangai. E rafforzamento di Bologna, Catania e Venezia. Mentre con Air Berlin (30 per cento di Ethiad) si vuole dare fastidio a Lufthansa sul mercato tedesco. “Alitalia sarà la compagnia più sexy del mondo”, ribadisce ancora Hogan.

Montezemolo si dà una scrollata al ciuffo e sorride. Di sexy di sicuro – al momento – ci sono le hostess.

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