Due chiacchiere con il Maestro Umberto Pizzi alla vigilia del voto in Parlamento sul presidente della Repubblica. Ricordi, impressioni, auspici. E foto d'archivio...

“Io vorrei un presidente come Sandro Pertini, con vent’anni di meno”.

Umberto Pizzi, che in questi giorni sta scartabellando il suo archivio alla ricerca di ex capi dello Stato che ha immortalato negli anni, dice: “Beninteso, non faccio nomi, ho paura di bruciarne qualcuno. Ce ne sono di nomi validi, più di uno. Le brave persone non hanno colori politici”. Ma il Maestro ha un desiderio, anzi un auspicio: vorrei presidente della Repubblica che sia “umano”.

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“Sandro Pertini – racconta Pizzi in una conversazione con Formiche.net – l’ho conosciuto quando ancora non era presidente della Repubblica, ma era presidente della Camera; ben due volte è stato presidente della Camera. E, a quell’epoca, camminava spesso, girava. Lo si incontrava a Piazza Fontanella Borghese mentre entrava in un ristorante… e lo fotografavamo, noi fotografi, perché ci stava simpatico con quella pipa, quella sua bonarietà, quella voce un po’ pesante che diceva ‘ragazzi lasciate perdere le foto, venite a prendervi un caffè'”.

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Il ricordo di Umberto Pizzi, composto da un mix di fotografie arricchite di ricordi, disegna l’immagine di un Presidente della Repubblica a contatto con la realtà, con le persone. “Non ha mai, dico mai, vissuto dentro il Quirinale – ricorda Pizzi – e soprattutto non usava gli aerei di Stato. Si pagava, andava su in Liguria, a Genova, si pagava il suo biglietto e prendeva l’aereo di linea”.

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“Nel 1978, poco prima di essere eletto, andò al Teatro Argentina”, a Roma. “Mettevano in scena il Cirano de Bergerac, con Pino Micol e Evelina Nazzari. Allora lui arrivò, sempre con quella sua pipa che non era accesa perché rispettava il divieto, con sua moglie. E, meraviglia delle meraviglie, la moglie era vestita da uomo, con un frac festivo, con un farfallino, e lei cercava di nascondersi. Poi si son messi a sedere, col teatro gremito di gente, e lei si voltava, cercava di sfuggire a noi fotografi, allora lui disse: ‘Carla, ma fatti fotografare da questi ragazzi che questo è uno degli ultimi mestieri onesti in questo Paese!'”.

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“Poi lui fu eletto presidente della Repubblica e cominciò il rapporto umano con la gente. A me disse una volta: ‘Basta Presidente, chiamami Sandro, mi conosci da una vita’. Era il nonno che ti incontrava e tu lo vedevi con un occhio meravigliato. Era pieno di umanità, ed è stato così per tutta la sua carriera”.

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Ma è davvero possibile, ora, un presidente della Repubblica come Sandro Pertini? Pizzi non ha dubbi: “Sì, ci sono persone valide, all’altezza,, con un’autentica moralità politica”. Dunque? “Eleggano un Sandro Pertini con vent’anni di meno”.

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