Inps, perché i piani di Tito Boeri sulle pensioni non mi convincono

Inps, perché i piani di Tito Boeri sulle pensioni non mi convincono
Le Punture di Spillo di Giuliano Cazzola non solo sulla previdenza...

Ad essere per un momento l’avvocato del diavolo (ovvero di Matteo Renzi)  potrei consigliarlo di usare argomenti più convincenti (anziché il solito ‘’io so’ io e voi non siete un c….’’) per replicare ai mal di pancia dell’Ncd. Alfano lamenta che la candidatura di Sergio Mattarella non è stata concordata dalla maggioranza ma solo all’interno del Pd? Eppure, è stato proprio Angelino il primo a stringere un patto di consultazione con Silvio Berlusconi e a far circolare persino il nome di Antonio Martino (una candidatura di bandiera ammainata ancora prima di essere alzata) come candidato comune del centro destra moderato. Chi rivendica di far parte della maggioranza non può iniziare le danze, al Gran Gala del Quirinale, scrivendo al primo posto, nel carnet di ballo, il nome del capo dell’opposizione. Ed aprendo con lui i giri di valzer.

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Alzi la mano chi crede davvero che l’ex Cav. sia disposto a rinunciare al Patto del Nazareno.  Segnaleremmo questo credulone a ‘’Striscia la notizia’’ per la rituale consegna del ‘’tapiro’’. Se  mettesse davvero in atto le minacce (più dei suoi che sue) delle prime ore, l’ex premier  dovrebbe rinunciare al lasciapassare (con il bollo di SuperMatteo) che gli consente un minimo di agibilità politica e farsi cucire nuovamente la stella gialla sul doppiopetto.

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Alcuni esponenti dell’Ncd hanno rivolto pesanti critiche alla configurazione del Senato, come prevista nel disegno di legge Boschi. Non convince che sia composto da rappresentanti delle Regioni e dei Comuni, definiti come ‘’soggetti debitori’’ nei confronti dello Stato. A mio modesto avviso, hanno ragione. Ma non potevano accorgersene prima?

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In una recente trasmissione televisiva il presidente designato dell’Inps Tito Boeri ha riproposto un intervento sulle pensioni che già aveva avanzato da studioso: quello di ricalcolare con il metodo contributivo, le pensioni più elevate  liquidate con il sistema retributivo, imponendo una penalizzazione economica sull’eventuale differenza (in melius) tra i due importi. La proposta consentirebbe (a suo dire, ma non è così) alcuni miliardi di risparmio. Si tratta, certamente, di un progetto interessante, ma impraticabile per i pensionati delle amministrazioni statali (quelli che di solito, soprattutto in certe categorie, annoverano i trattamenti migliori), perché i dati sulla contribuzione versata ci sono soltanto dal 1996, quando fu istituita per loro la gestione previdenziale.

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Vade retro Tsipras.

ultima modifica: 2015-02-03T15:08:15+00:00 da Giuliano Cazzola

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