Conversazione di Formiche.net con Giovanni Orsina, professore di Storia contemporanea e vice-direttore della School of Government all’Università Luiss di Roma oltre che autore del libro “Il berlusconismo nella storia d’Italia”

“I continui tentennamenti di Berlusconi sono una sciagura per Forza Italia. Se continua così, il candidato del centrodestra alle Politiche non potrà essere che Salvini. Su questo potrei scommetterci del denaro. Ma con lui non si vince e con ogni probabilità non si va nemmeno al ballottaggio”. Il politologo Giovanni Orsina, professore di Storia contemporanea e vice-direttore della School of Government all’Università Luiss di Roma oltre che autore del libro “Il berlusconismo nella storia d’Italia”, fa il punto sullo stato di salute del centrodestra dopo la decisione di Silvio Berlusconi di partecipare alla manifestazione della Lega domenica a Bologna.

Professor Orsina, fa bene l’ex Cavaliere ad aderire alla kermesse leghista?

Questa scelta può anche andare bene, ma a essere preoccupante sono i suoi continui tentennamenti. Su Bologna, ma anche sul balletto per la candidatura di Marchini a Roma. Prima lo appoggia, poi no, poi chissà… Dà l’idea di una totale mancanza di lucidità politica e di andare a ricasco delle iniziative degli altri.

Qualcuno lo chiama “mister tentenna”. Non sembra avere le idee molto chiare. 

Esattamente. Questo è deleterio per lui e per tutto il centrodestra. In questo quadro politico di grandi riallineamenti e di estrema fluidità, bisogna tenere la barra dritta, sapere dove si vuole andare. Fare una scelta e poi tenere il punto. Come fa Salvini. Berlusconi, invece, sembra non avere la minima idea sulla strada da intraprendere. In politica non c’è cosa peggiore che traccheggiare e non decidere.

La sua parabola è alla fine?

Di irreversibile non c’è nulla. I sondaggi danno un numero molto alto all’astensione, lì ci sono tantissimi elettori in sonno di Forza Italia che Renzi non è riuscito ancora a intercettare. Elettori che però non tornano nemmeno in Fi forse proprio perché c’è ancora Berlusconi. Magari il problema è proprio lui. Detto questo, l’ex Cavaliere in passato ci ha abituato a rimonte formidabili. Ma se dai troppo vantaggio sullo scatto a Salvini, poi iniziano le salite e diventa difficile recuperare.

Insomma, il campo è ancora aperto…

Sì, ma a patto che Berlusconi faccia scelte chiare. Vuole essere ancora lui il leader? Prenda delle iniziative credibili. Oppure individui un’altra leadership possibile e la sostenga con forza. L’impressione è che il leader azzurro non voglia autopensionarsi, ma continui a combattere le battaglie del 2015 con le armi del 1994. Come un tennista che si ostini a giocare oggi con la racchetta di legno.

A Roma il centrodestra chi dovrebbe sostenere?

A mio parere ci vuole un candidato politico. In alternativa, si può fare anche una scelta verso la società civile, come Alfio Marchini, a patto di non dividere la coalizione e portarsi dietro tutti, Lega e Fdi.

E gli altri movimenti al centro?

Oltre a Berlusconi e Salvini non vedo spazi. Inoltre, dato che l’Italicum a mio parere non verrà modificato, mi sembra che Ncd si appresti a essere inglobato nelle liste del Pd.

Lunedì Alemanno, con la regia di Fini, annuncerà la nascita di una nuova formazione di destra: An, Azione nazionale. 

Credo che entrambi si siano già giocati le rispettive chance, mi sembra un’operazione fuori tempo massimo.

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